15 Jun, 2026 - 18:20

“Futura” scelta come inno del partito di Vannacci, ma la famiglia di Lucio Dalla non ci sta

“Futura” scelta come inno del partito di Vannacci, ma la famiglia di Lucio Dalla non ci sta

Vannacci ha scelto “Futura”, l’iconica canzone del 1980 scritta da Lucio Dalla come inno di "Futuro nazionale", il suo nuovo progetto politico. L'assemblea costituente del partito del Generale si è tenuta a Roma nei giorni scorsi, catturando l’attenzione dei media nazionali e scatenando non poche polemiche, tra le quali la decisione di prendere il brano del cantautore bolognese come simbolo per il suo partito nascente. 

La famiglia di Dalla ha protestato con forza, ribadendo più volte che non le era stata chiesta nessuna autorizzazione in precedenza e che, a prescindere dall’orientamento politico, l’immagine di Lucio è sempre stata lasciata fuori da questi contesti.

Inutile dire che la vicenda ha acceso un dibattito sul tema scottante dell’appropriazione di brani musicali in contesti politici, soprattutto quando si tratta di artisti che "non avevano bandiere”. Un argomento molto in voga negli ultimi anni, sia in Italia che all’estero: basti pensare ai battibecchi tra il Presidente Trump e i Foo Fighters. 

Vannacci sceglie "Futura" di Lucio Dalla per il suo nuovo partito

L'assemblea costituente di Futuro nazionale, il nuovo partito di Roberto Vannacci, si è svolta a Roma tra il 13 e il 14 giugno 2026. L’evento ha suscitato non poche polemiche per svariati motivi, ma uno in particolare ha fatto il giro dei social diventando virale. Il celebre generale ha scelto come “inno” del suo nuovo progetto “Futura”, la canzone di Lucio Dalla pubblicata nel 1980. 

La canzone di Dalla ha risuonato nell'Auditorium prima del discorso sul programma del partito e alla fine dell'intervento di Vannacci che ha affermato:

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Il grande Lucio Dalla. Una canzone che guarda al futuro, proprio come noi.

La canzone è stata scelta come la colonna sonora delle "avanguardie futuriste", intese da Vannacci come i comitati costituenti che, secondo le intenzioni del partito dovrebbero occuparsi anche di "attività culturali e sportive”. 

La risposta della famiglia di Dalla: "Forse non ha capito il testo"

Dopo che le note di “Futura” hanno risuonato nell’assemblea del nuovo partito di Vannacci, è prontamente arrivata la reazione della famiglia di Lucio Dalla. Dichiarazioni nette, precise, che non nascondono un tono decisamente sorpreso. 

Le persone vicine al cantautore hanno messo in chiaro la loro posizione nei confronti della questione e nella necessità di tutelare l’immagine e l’eredità artistica del compianto cantautore. 

Dea Melotti, cugina di Dalla e vicepresidente della Fondazione Lucio Dalla, ha dichiarato a Repubblica Bologna: 

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Non ci è stata chiesta alcuna autorizzazione, e se quello da parte di un partito politico è sempre un uso improprio delle canzoni di Dalla, è ancora più spiacevole se avviene da chi è così lontano dal pensiero e dal mondo di Lucio.

A commentare l’accaduto è arrivato un altro esponente della Fondazione Lucio Dalla e di PRessing Line, Daniele Caracchi, che ha sottolineato con forza il suo disappunto in merito alla mancata richiesta di usare “Futura”: 

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Siamo rimasti spiazzati e meravigliati. Per tutelare le immagini e l'arte di Lucio non abbiamo mai consentito che di Dalla si facesse un uso in un contesto politico, a prescindere dal partito. Dalla è fuori da ogni ragionamento di parte, qualsiasi essa sia; credo sia la prima volta che capita questo tipo di uso e cercheremo di fare chiarezza.

Poco dopo è giunta anche la reazione di Curreri degli Stadio, che ha ricordato l'amicizia con Dalla: "Eravamo davanti al Muro di Berlino insieme quando la scrisse guardando la breccia. Lucio era per unire e non per dividere, credeva nella pace e nella convivenza delle diversità".

L'origine e il vero significato della canzone

"Futura" è l’ultima canzone della tracklisit dell'album “Dalla”, pubblicato nel 1980. L’origine del brano deriva da un'esperienza personale vissuta dallo stesso cantautore mentre si trovava a Berlino. 

"La scrissi una volta che andai a Berlino. Non avevo mai visto il Muro e mi feci portare da un taxi al Charlie Check Point, punto di passaggio tra Berlino est e Berlino Ovest”, aveva spiegato l’artista in un’intervista, raccontando al pubblico la nascita della sua “Futura”.

Il pezzo fu scritto in un brevissimo arco di tempo. “Futura" racconta la storia di due amanti, uno di Berlino Est e l'altro di Berlino Ovest, desiderosi di mettere su famiglia. La loro figlia si chiamerà appunto Futura. (“E se è una femmina si chiamerà Futura”).

La storia d’amore e l’arrivo di una bimba di cui si parla all’interno della canzone non sono altro che una metafora che parla dell’inevitabilità del futuro, della fiducia nel domani. 

"Futura" è una canzone di speranza, simbolo di giorni a venire che saranno migliori, un inno all’amore, all’unione, al fare fronte comune contro gli ostacoli che la vita presenta. Un inno di pace e di convivenza delle diversità, che narra di due giovani ai tempi della Guerra Fredda, il cui amore era ostacolato dal Muro di Berlino.

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