24 Jun, 2026 - 14:08

Mondiali 2026: Cristiano Ronaldo torna re, Haaland è una macchina

In collaborazione con
Christian Mocerino
Mondiali 2026: Cristiano Ronaldo torna re, Haaland è una macchina

Il cannibale Erling Braut Haaland continua a far sognare la Norvegia. Grazie alla sua seconda doppietta consecutiva, il centravanti del Manchester City continua a scrivere la storia del calcio norvegese. Con quattro gol nelle sue prime due partite ai Mondiali, Haaland è diventato soltanto il sesto giocatore nella storia della competizione a realizzare almeno due reti in ciascuna delle sue prime due presenze, trascinando la Norvegia alla fase a eliminazione diretta di un Mondiale per la prima volta dal 1998.

Cristiano Ronaldo, invece, torna a zittire le critiche. La sua doppietta nel roboante 5-0 rifilato all'Uzbekistan ha rilanciato le ambizioni del Portogallo, ora pienamente in corsa per il primo posto nel girone.

Chi rallenta è invece l'Inghilterra. Dopo il convincente successo all'esordio contro la Croazia, la nazionale di Tuchel non va oltre lo 0-0 contro il Ghana al termine di una gara con poche occasioni e poche emozioni, rimandando il discorso qualificazione all'ultima giornata.

L’ondata “Viking Row” travolge il Senegal

Per la Norvegia era l’occasione giusta per scrivere la storia. Con una vittoria contro il Senegal, i vichinghi avrebbero conquistato un passaggio storico alla fase a eliminazione diretta del Mondiale.

L’inizio è tutto della squadra di Haaland. Prima il capitano della Norvegia e dell’Arsenal, Martin Ødegaard, va due volte vicino al gol: nella prima occasione, dopo un ottimo assist di Marcus Pedersen, il centrocampista dei Gunners calcia alto sopra la traversa.

Successivamente è ancora Ødegaard a rendersi pericoloso: servito in profondità, si ritrova a tu per tu con il portiere senegalese, ma l’ex estremo difensore del Chelsea, Mendy, lo ipnotizza e dimostra ancora una volta il suo valore.

Al 43’ però arriva il vantaggio norvegese. L’ennesimo errore di Kalidou Koulibaly — già apparso in difficoltà nella gara precedente contro Mbappé — costa caro al Senegal: nel tentativo di liberare l’area, il difensore perde il pallone e lo regala a Marcus Pedersen, che ringrazia e porta avanti i norvegesi.

I Leoni della Teranga, ancora scossi, rischiano di capitolare subito dopo. Haaland approfitta di un grave errore in impostazione della difesa senegalese: dopo aver messo pressione a Mendy, il centravanti recupera il pallone e si ritrova completamente solo davanti alla porta sguarnita, ma il suo tiro termina clamorosamente sul palo.

Nella stessa azione il bomber norvegese prova a rifarsi, raccogliendo un cross morbido e indirizzando il colpo di testa verso l’angolino destro, ma ancora una volta Mendy è decisivo e riesce a deviare in calcio d’angolo.

Haaland il cannibale

La seconda frazione si apre nel migliore dei modi per i vichinghi.  Dopo appena 3 minuti dall’inizio del secondo tempo, I norvegesi trovano il raddoppio: questa volta l’attaccante del Manchester city ,riceve un perfetto passaggio da parte di Ødegaard e Haaland non sbaglia due volte, portando i suoi sul 2-0.

Il doppio vantaggio dura però solo 5 minuti. I senegalesi non mollano e Ismaila Sarr riapre i giochi, riportando i Leoni della Teranga in partita.

Al 58' Haaland sembra non accontentarsi. Il bomber norvegese prima colpisce la traversa dopo uno splendido cross, ma la delusione si trasforma in gioia pochi secondi dopo. Patrick Berg, invece di cercare la conclusione, serve nuovamente il compagno: questa volta Haaland non perdona. Dalla zona dell'area di rigore scaraventa il pallone sotto la traversa e firma il 3-1. Il "cannibale" norvegese colpisce ancora.

La partita sembra ormai indirizzata, ma la squadra guidata da Mané non si arrende. Arriva prima il 2-3, nato dal fraseggio tra Jackson e Sarr, con quest'ultimo che firma la doppietta e riaccende le speranze del Senegal.

Nel finale, un brivido attraversa la schiena dei Norvegesi. All’ultima palla del match, su calcio d’angolo Sarr svetta sopra la testa di Haaland ma il suo pallone termina di poco sopra la traversa.

Finisce così la partita. Il Senegal dovrà ora giocarsi le sue possibilità di rientrare tra le migliori terze contro l’Iraq e continuare il suo cammino nel torneo.

Per la Norvegia invece è una notte storica: trascinata ancora una volta dal suo cannibale Erling Haaland, autore di una doppietta e arrivato a quota quattro gol nel Mondiale, a una sola rete di distanza da Messi nella corsa alla Scarpa d'Oro, conquista una storica qualificazione alla fase a eliminazione diretta dopo 28 anni.

I vichinghi si giocheranno ora il primo posto nel girone contro la Francia di Mbappé, in una sfida che promette già spettacolo. Nel frattempo può partire la festa: Martin Ødegaard guida la Viking Row insieme a tutta la Norvegia.

Il ritorno del re

Dopo tutte le critiche ricevute dal Portogallo e soprattutto da Cristiano Ronaldo, con alcuni che lo avevano addirittura indicato come possibile peso per la squadra . CR7 risponde subito sul campo. Dopo appena cinque minuti, Cancelo mette un cross in mezzo e Ronaldo è il più veloce di tutti: un gol da vero bomber che spazza via le polemiche e lo iscrive anche lui tra i protagonisti di questo Mondiale pieno di stelle.

Il secondo gol del Portogallo cancella definitivamente i dubbi su un Ronaldo troppo egocentrico. Punizione dal limite dell’area, tutti si aspettano la classica rincorsa del numero 7, ma a sorpresa sul pallone va Nuno Mendes. Il terzino del PSG calcia sul palo del portiere e firma il 2-0, dimostrando la forza del gioco di squadra portoghese. Ronaldo, sorridente, si indica la tempia: un gesto che racconta il suo ruolo da leader e uomo squadra.

La gloria personale però non finisce qui. Al 39’, il suo ex compagno al Manchester United Bruno Fernandes lo serve ancora: Ronaldo, lasciato libero in area, non sbaglia e firma la doppietta. Con questi due gol contro l’Uzbekistan, Cristiano Ronaldo sale a quota 10 reti nei Mondiali e realizza la sua prima doppietta nella storia della Coppa del Mondo.

Il portoghese sfiora anche la tripletta. Al 58’, uno schema su punizione studiato da Roberto Martínez lo manda davanti a Nematov, ma il portiere uzbeko gli nega il terzo gol. Poco dopo Ronaldo approfitta di un errore della difesa, recupera palla e ci riprova, ma ancora una volta trova la risposta dell’estremo difensore avversario. Nel finale tenta ancora di arrivare sul pallone del possibile tris, ma viene fermato dal fuorigioco. Dimostrando una condizione aerobica ancora ottimale considerando i 41 anni di età

La festa del Portogallo continua: prima l’autogol di Nematov vale il 4-0, poi Rafael Leão firma il definitivo 5-0 trovando anche la sua prima rete in una coppa del Mondo. Una grande prova di carattere per Ronaldo e compagni, che si rilanciano pienamente nella corsa al primo posto del girone.

Inghilterra deludente

L’Inghilterra invece non riesce a ripetere la brillante prova dell’esordio contro la Croazia. Il primo tempo è decisamente sottotono per gli inglesi, poco aggressivi e incapaci di creare veri pericoli dalle parti del Ghana.

Nella ripresa la squadra dei  Three Lions prova ad alzare il ritmo, ma sono proprio ile Black Stars a sfiorare il vantaggio:, il  Ghana, pur lasciando completamente il controllo del gioco all’Inghilterra, rischia addirittura di colpire in contropiede. La migliore occasione per le Black Stars nasce da una ripartenza veloce, con gli inglesi scoperti e la difesa costretta a rincorrere, ma manca la precisione nell’ultimo passaggio.

L’occasione più grande per i Three Lions arriva nel finale. Nico O’Reilly stacca di testa  con la sua conclusione che  supera il portiere ghanese, ma il pallone si stampa clamorosamente sulla traversa. Sulla respinta arriva Harry Kane, che ha la porta praticamente spalancata davanti a sé, ma il capitano inglese non riesce a trovare il tap-in vincente e spreca una chance enorme. Alla fine l’Inghilterra paga un ritmo troppo basso e una manovra poco incisiva, mentre il Ghana porta a casa un punto prezioso.

Haaland e Ronaldo fanno la voce grossa, l’Inghilterra invece frena. Una giornata in cui i campioni brillano, ma dove il Mondiale ricorda a tutti la sua legge più importante: nessuno può sentirsi al sicuro.

A cura di Christian Mocerino

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