Scintille tra Giuseppe Conte e Nicola Porro a Quarta Repubblica su Rete4, nell’ultima puntata della trasmissione, andata in onda lunedì 29 giugno.
A far salire la tensione nello studio televisivo la vicenda relativa all’acquisto di un'ingente quantità di mascherine durante la prima fase della pandemia da Covid-19 nel 2020.
La questione, riguardante le presunte irregolarità nelle commesse da 1,25 miliardi di euro, è stata richiamata durante i lavori della Commissione parlamentare d'inchiesta sulla gestione dell'emergenza Covid.
Sebbene i filoni penali della magistratura ordinaria – nei quali l’ex presidente Conte non è mai stato coinvolto - abbiano visto diverse archiviazioni e proscioglimenti, le audizioni e i documenti analizzati dalla Commissione hanno riacceso lo scontro politico e istituzionale.
La questione, in queste settimane al centro dello scontro politico, riguarda alcune commesse emergenziali, pari a circa 1,25 miliardi di euro, per un totale di circa 800 milioni di mascherine. Una parte delle quali è stata successivamente distrutta nell'ambito dei procedimenti giudiziari, avviati dalle procure di Roma e Gorizia, perchè ritenuta non conforme.
Acquisti dettati dalla fase emergenziale vissuta dal Paese e dall’impossibilità di reperire sul mercato italiano ed europeo i dispositivi di protezione personale.
Ed è proprio su questo aspetto che il tono del confronto è progressivamente salito.
Incalzato dalle domande del conduttore, Conte lo ha invitato a non “fare il fenomeno”.
“No, è lei che in maniera fenomenica sta difendendo queste mascherine.” Ha ribattuto Porro.
Parole a cui il leader M5S ha risposto con fermezza:
“Non le consento di parlare in questo modo”.
Il botta e risposta è proseguito e ha raggiunto un nuovo momento di tensione quando Conte ha parlato di “circhi tv”, riferendosi al dibattito sul Covid.
“Continuate a fare i circhi anche in tv. Non le permetto di speculare sulla vita delle persone”.
Ha detto l'ex premier, mentre il giornalista ha replicato:
“Lei non è nelle condizioni di non consentire un dibattito televisivo in cui io dico che ci sono 800 milioni di mascherine fallate, pericolosissime, detto da due sentenze”,
ha sostenuto, quindi, Porro.
Il dibattito, poi, pur restando vivace, è gradualmente rientrato nei ranghi del talk show televisivo e il leader M5S ha annunciato in diretta la sua decisione di scrivere ai presidenti di Camera e Senato e al presidente della Commissione Covid, Marco Lisei, per ribadire la sua volontà di essere audito in commissione.
Una richiesta che gli è stata rivolta in più occasioni dai commissari di maggioranza. Conte, essendo componente della Commissione, ha spiegato di essere disposto a dimettersi temporaneamente per poter essere ascoltato, poiché il regolamento non consente l'audizione dei membri della Commissione.
l leader M5S ha però premesso di voler essere reintegrato nel suo ruolo di commissario una volta conclusa l'audizione.
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