Il camping di lusso a Cala Finanza, in Sardegna, in provincia di Olbia, non s'ha da fare.
Il governo ha ritirato il permesso: la società italo-brasiliana Tavolara Bay che aveva progettato il nuovo centro sul promontorio della località costiera, a Loiri Porto San Paolo, non ha più le autorizzazioni necessarie per diventare realtà.
Ma perché c'è stata questa marcia indietro da parte di Palazzo Chigi?
È stato il Dipartimento per il Sud di palazzo Chigi ad assumersi la responsabilità di revocare l'autorizzazione che, il 6 febbraio scorso, aveva acconsentito alla costruzione di un camping di lusso a Cala Finanza.
Questo, dopo che si era mosso in tal senso già il comune. Il sindaco Francesco Lai ha spiegato:
Ma, in pratica, cosa è successo?
Lo scorso 30 giugno, in una seduta del consiglio comunale di Loiri Porto San Paolo con un unico punto all'ordine del giorno, il sindaco Lai aveva illustrato la motivazione della richiesta ai consiglieri di revocare in autotutela la delibera fatta nel novembre del 2025.
Dopo due giorni e, soprattutto, dopo una manifestazione molto partecipata di cittadini e gruppi di attivisti proprio a Cala Finanza, è arrivato lo stop da Roma.
ha dichiarato ancora il sindaco Lai.
Nella partita, però, ha avuto un ruolo importante anche la Regione Sardegna. Francesco Spanedda, assessore regionale degli Enti Locali, Finanze e Urbanistica, l'ha messa così:
In un recente post su Facebook, del resto, l'assessore aveva spiegato anche che "un Piano Paesaggistico non è un documento immobile: deve continuare a tutelare il paesaggio, ma anche saper leggere i cambiamenti della Sardegna"
Sta di fatto che, come sempre, non mancano le polemiche. La consigliera regionale di Fratelli d'Italia Cristina Usai ha attaccato la maggioranza di centrosinistra con queste parole:
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