02 Jul, 2026 - 13:18

Mondiali 2026: L'Inghilterra si salva con Kane, il Belgio compie il miracolo

In collaborazione con
Christian Mocerino
Mondiali 2026: L'Inghilterra si salva con Kane, il Belgio compie il miracolo

Questi sedicesimi di finale ci hanno insegnato una cosa: non esistono partite facili e nessuna squadra può sentirsi davvero al sicuro. Basti pensare alla clamorosa eliminazione della Germania contro il Paraguay: sulla carta sembrava una sfida senza storia, invece la Albirroja ha avuto la meglio ai calci di rigore. Oppure al Brasile di Carlo Ancelotti, costretto a soffrire fino ai minuti di recupero per piegare il Giappone.

Neanche questa giornata ha fatto eccezione. L'Inghilterra, nettamente favorita contro la Repubblica Democratica del Congo, è andata subito sotto nel punteggio e ha rischiato persino di incassare il gol del possibile 2-0. Nel momento più difficile, però, si è aggrappata al suo capitano Harry Kane: il bomber inglese ha firmato una doppietta decisiva nel finale, trascinando i Three Lions a una vittoria sofferta e alla qualificazione agli ottavi di finale. 

Ancora più incredibile quanto accaduto nella sfida tra Belgio e Senegal. I Diavoli Rossi di Rudi Garcia hanno approcciato la gara nel peggiore dei modi, permettendo al Senegal di portarsi sul doppio vantaggio.

La svolta è arrivata dalla panchina con l'ingresso di Romelu Lukaku, che ha dato la scossa alla squadra firmando il gol del 2-1, una rete che ha riacceso le speranze del Belgio e cambiato completamente l'inerzia della partita. Due minuti più tardi è arrivato anche il pareggio, che ha trascinato la sfida ai tempi supplementari.

Quando ormai i calci di rigore sembravano inevitabili, all'ultimo minuto dell'extra time è arrivato il colpo di scena: Youri Tielemans ha trasformato il calcio di rigore decisivo, firmando la sua doppietta personale e completando una rimonta straordinaria che ha regalato ai Diavoli Rossi la qualificazione agli ottavi di finale del Mondiale.

I Leopardi in vantaggio

Questa partita, sulla carta, non doveva nemmeno esserci. Se guardiamo solo il monte ingaggi, il divario è evidente: da una parte Harry Kane, un singolo giocatore con uno stipendio da top assoluto del calcio europeo; dall’altra un’intera nazionale come la Repubblica Democratica del Congo, composta da ragazzi che spesso guadagnano in un anno quello che il capitano inglese percepisce in poche settimane. Un confronto che, sulla carta, non dovrebbe nemmeno esistere.

Eppure il calcio, per fortuna, non è mai solo una questione di cifre, stipendi o valore di mercato. Dentro un campo non scendono i bilanci, ma uomini con la voglia di sorprendere, ribaltare pronostici e riscrivere le gerarchie.

Così è stato. L’inizio dei Leopardi congolesi è fantastico: al 7’, Brian Cipenga, innescato da Chancel Mbemba, si ritrova davanti a Jordan Pickford e lo batte, portando in vantaggio il Congo.

Ci si aspetta la reazione dei Three Lions, che però inizialmente non arriva. Gli inglesi sembrano imbambolati e incapaci di reagire alle difficoltà, gli uomini di Thomas Tuchel appaiono divorati dalla tensione.

Solo dopo l’hydration break, sempre più decisivo in questo Mondiale — un po’ come i timeout nel basket — l’Inghilterra si scuote. Ma a tenere a galla il Congo c’è un super Mpasi-Nzau: l’estremo difensore dei Leopardi sale in cattedra e prima vola sul colpo di testa di Jude Bellingham, tutto solo, poi la difesa  neutralizza un tentativo di Marcus Rashford pochi minuti dopo.

Nel frattempo, i Leopardi sfiorano il colpo del 2-0 in contropiede: Yoane Wissa si invola e su sviluppi di una palla lunga si  ritrova a tu per tu con il portiere, ma la sua conclusione si stampa sul palo.

L’Inghilterra, ferita nell’orgoglio, nel finale di tempo assedia l’area congolese: prima Kane supera il portiere ma viene atterrato, tra lo sgomento dei giocatori inglesi, senza che venga concesso il rigore; poi Bellingham di testa e ancora Kane sugli sviluppi di un calcio d’angolo sfiorano il pareggio. Ma il portiere del Congo continua a dire di no, chiudendo un primo tempo sontuoso.

L’uragano Kane si scatena

Nel secondo tempo gli inglesi ci provano subito con Rashford, ma dopo lo squillo iniziale la seconda frazione scorre senza che i Three Lions riescano a impensierire davvero il Congo. Allora è Tuchel a provare a dare la scossa, inserendo Gordon e Saka, ma nemmeno i cambi sembrano portare le giuste convinzioni: l’Inghilterra continua a essere contratta e tesa.

Poi, all’Atlanta Stadium, si abbatte l’uragano Kane. Il miglior marcatore nei cinque grandi campionati europei si prende la scena: al 75’ è Gordon a pennellare un assist perfetto, e l’attaccante del Bayern deve solo appoggiare di testa il pallone del pareggio.

Nel finale, quando tutto sembrava indirizzato verso i tempi supplementari, ancora una volta ci pensa lui: il miglior marcatore della storia recente dell’Inghilterra. Kane riceve palla al limite dell’area, spalle alla porta, si gira in un attimo e lascia partire un destro violentissimo che si infila sotto l’incrocio. È il gol del 2-1 che ribalta la partita e consegna agli inglesi una vittoria soffertissima.

Per l’Inghilterra, ora, l’appuntamento è agli ottavi di finale all’Azteca contro i padroni di casa del Messico. E proprio all’Azteca, quarant’anni fa, l’Inghilterra visse una delle sue pagine più dolorose: il Mondiale 1986 e l’eliminazione contro l’Argentina di Maradona, tra il “Gol del Secolo” e la “Mano de Dios”.

Senegal partenza sprint

I Leoni della Teranga partono fortissimo. Non si può dire lo stesso del Belgio, ancora una volta lento e disattento in avvio di gara. Ismaïla Sarr è subito scatenato: per due volte va vicino al gol nella stessa azione, colpendo anche un palo clamoroso. La squadra di Rudi Garcia non reagisce e al 24’ il Senegal passa meritatamente in vantaggio con Habib Diarra, bravissimo a farsi trovare pronto e a depositare a porta sguarnita.

Il Belgio appare in totale difficoltà, con l’elettrocardiogramma piatto: nessuna reazione, poca intensità e tanti errori. Nel secondo tempo Garcia prova a cambiare qualcosa, rendendosi conto di aver sbagliato l’assetto iniziale. Tra i giocatori sostituiti c’è Charles De Ketelaere, impalpabile nel primo tempo e mai davvero incisivo in tutto il mondiale, anche perché il ruolo di falso nove non esalta le sue caratteristiche. Dentro Romelu Lukaku per dare peso e profondità all’attacco.

Ma l’inizio della ripresa è ancora peggiore per i Diavoli Rossi. Moussa Niakhaté recupera palla e innesca subito Ismaïla Sarr: l’attaccante senegalese controlla e davanti a Thibaut Courtois non sbaglia, firmando il 2-0 e facendo volare i Leoni della Teranga.

Miracolo Belgio

Rudi Garcia allora decide di fare una scelta forte, rivoluzionando il Belgio e sostituendo due uomini simbolo come Jérémy Doku e Kevin De Bruyne, entrambi apparsi sottotono. Quando tutto sembra ormai compromesso, con il Senegal persino vicino al terzo gol più dei Diavoli Rossi, la partita cambia improvvisamente volto.

Romelu Lukaku si prende la squadra sulle spalle: da vero leader attacca il primo palo, anticipa tutti e firma il gol del 2-1 all’86’. È la rete che riapre completamente la sfida.

All’88’ accade però qualcosa di clamoroso: il Belgio si riversa in avanti alla ricerca del pareggio. Sul cross di Leandro Trossard, Diaw — chiamato a sostituire l’infortunato Mendy — sbaglia completamente l’uscita e permette a Youri Tielemans di firmare il 2-2, trascinando la sfida ai tempi supplementari.

I supplementari sono lo specchio della partita. Il Senegal sfiora il colpo decisivo con Mbaye, che si ritrova il pallone della vittoria a pochi metri dalla porta, ma conclude incredibilmente fuori.

Poi, all’ultimo minuto dei tempi supplementari, arriva il colpo di scena: dopo la revisione del VAR, il Belgio ottiene un calcio di rigore decisivo per la qualificazione. Tutti si aspettano Lukaku dal dischetto, ma tra lo stupore generale è il capitano Tielemans a presentarsi dagli undici metri. Freddissimo, realizza il gol del 3-2 e completa una doppietta che regala una vittoria storica ai Diavoli Rossi.

L’ultima squadra, a un Mondiale, ad aver rimontato due gol era stata proprio il Belgio nel 2018 che, sotto 2-0, vinsero poi 3-2 contro il Giappone. Ora per i Diavoli Rossi si apre l’ottavo di finale contro i padroni di casa degli Stati Uniti, in una sfida che si preannuncia apertissima.

A cura di Christian Mocerino

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