Vincenzo Rametta è tornato in carcere. Accusato di aver investito Edoardo Corrieri la notte tra il 12 e il 13 giugno 2026 in corso Italia, a Genova, era ai domiciliari con braccialetto elettronico. La vittima è morta dopo tre giorni di agonia il 15 giugno.
La gip Maria Antonia Di Lazzaro ha accolto la richiesta di aggravamento della misura cautelare avanzata dal pubblico ministero Andrea Ranalli.
Vincenzo Rametta era stato inizialmente accusato di tentato omicidio ed era stato posto ai domiciliari. Dopo il decesso della vittima il reato è stato riqualificato in omicidio volontario. Il giovane, rintracciato in un secondo momento dalle forze dell'ordine, era risultato positivo all'alcoltest.
Durante l'udienza di convalida dell'arresto, Rametta si era detto "molto dispiaciuto" per quanto accaduto. Le immagini dimostrerebbero, secondo la giudice, che il 28enne sterzò deliberatamente verso Edoardo Corrieri. Il 29enne stava filmando la targa dell'Audi dopo un diverbio nato per alcuni apprezzamenti rivolti a una ragazza.
L'investimento, quindi, sarebbe stato volontario.
Stando all'accusa, Rametta avrebbe travolto Corrieri per evitare di essere identificato, dimostrando "un'aggressività allarmante". La gip esclude inoltre la versione fornita dall'indagato, secondo cui sarebbe stato accecato dallo spray al peperoncino. Testimonianze, filmati e accertamenti medici dimostrerebbero invece che non è stato mai colpito dalla sostanza.
Per la giudice sussiste il pericolo di reiterazione del reato, elemento che rende necessaria la custodia cautelare in carcere. Rametta sarebbe "socialmente pericoloso".
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