Un "vertice di pace" globale per l'Ucraina a febbraio 2024. Ad aprire uno spiraglio è Igor Zhovkva, principale consigliere diplomatico di Volodymyr Zelensky, ai microfoni dell'agenzia Reuters.
Nelle previsioni dell'alto funzionario di Kiev c'è un nuovo incontro dei consiglieri per la sicurezza nazionale. Il summit, che si terrebbe tra fine novembre e inizio dicembre, aprirebbe le porte a qualcosa di più grande.
Zhovkva ha sottolineato come un simile appuntamento aprirebbe al "coinvolgimento più ampio possibile dei leader del sud del mondo". Per questo diventa ancor più importante "considerare attentamente il momento e il luogo" dell'incontro.
In attesa di ulteriori novità sull'adesione all'Ue, l'Ucraina non vuole farsi cogliere impreparata in vista dell'inverno e ha deciso di aumentare le spese per la difesa e la sicurezza.
La conferma arriva da una legge approvata dal Parlamento nelle ultime ore, che andrà a destinare la metà della spesa di bilancio del 2024 in "ancora più armi ed equipaggiamenti, più droni, munizioni e missili".
Tali armamenti andranno ad aggiungersi a quelli inviati dagli alleati occidentali, anche alla luce dell'ultimo monito di Jens Stoltenberg ai partner della Nato.
A spiegarlo è il primo ministro Denis Chmygal, in un messaggio pubblicato su Telegram.
Stando ai numeri del Ministero delle Finanze, il prossimo anno la spesa per la difesa e la sicurezza raggiungerà quasi 1.700 miliardi di grivne, che corrispondono a poco meno di 44 miliardi di euro. Una somma pari al 22,1% del Pil ucraino.
Gli investimenti per la guerra saranno dunque superiori a quelli destinati, ad esempio, ad istruzione, sanità e benefici sociali. Il ministro delle Finanze di Kiev Sergei Martchenko ha spiegato la decisione in un discorso al Parlamento.
Lo stesso presidente Zelensky aveva sottolineato come "tutti" chiedessero "che le risorse di bilancio siano destinate alla difesa piuttosto che alla riparazione delle strade".
Prigionieri di guerra ucraini in prima linea per combattere a supporto dell'esercito di Mosca. È l'agghiacciante racconto riferito dall'agenzia di stampa statale russa Ria Novosti.
Gli ucraini, costretti a combattere contro la propria patria, hanno dovuto giurare fedeltà alla Russia. La loro coscrizione forzata sarebbe arrivata nelle scorse settimane.
Una notizia non confermata dall'agenzia Associated Press, che ha detto di non essere stata in grado di verificarne l'autenticità. Secondo gli esperti, qualora l'indiscrezione fosse veritiera, si tratterebbe di una violazione delle Convenzioni di Ginevra, in merito al trattamento dei prigionieri di guerra. Questi ultimi, secondo le regole, non dovrebbero essere esposti al combattimento o al lavoro in condizioni malsane o pericolose.