16 Chi è San Sebastiano: giorno, leggenda e culto del protettore della Polizia locale
20 Jan, 2024 - 08:24

Chi è San Sebastiano: giorno, leggenda e culto del protettore della Polizia locale

Chi è San Sebastiano: giorno, leggenda e culto del protettore della Polizia locale

Morto nel gennaio del 288 a Roma, ex militare romano e martire della religione cristiana: ecco chi è San Sebastiano, il santo originario di Narbona (città della Francia) venerato dalla Chiesa cattolica e da quella ortodossa ormai da secoli. Oggi è noto per essere il protettore della Polizia locale.

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Chi è San Sebastiano? Il giorno e la storia

San Sebastiano, nato in Francia nel 256 d.C., è stato ucciso con la flagellazione il 20 gennaio 288. È morto come martire per aver difeso e sostenuto, a costo di perdere la vita, la fede cristiana. Oggi è considerato un santo in Occidente e viene celebrato il 20 gennaio di ogni anno.

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La data corrisponde appunto con il giorno della sua uccisione. Ma ciò vale per l’Occidente. In Oriente egli viene celebrato il 18 di dicembre.

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Il Santo, oggetto di culto antico ricordato e pregato anche ai tempi nostri, ha il suo santuario principale a Roma, presso la basilica a lui dedicata: la basilica di San Sebastiano fuori le mura.

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A questo punto, facciamo un passo indietro e vediamo insieme chi è San Sebastiano, che cos’ha fatto e perché oggi è un personaggio così importante nella religione cristiana, tra storia e leggenda.

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Agiografia

San Sebastiano visse in epoca romana, precisamente sotto l’impero di Diocleziano. Nacque a Narbona, in Francia, ma si trasferì presto a Milano, dove venne educato. Ricevette una formazione cattolica. Si spostò poi a Roma. Qui entrò in contatto diretto con i collaboratori più stretti dell’imperatore.

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Ricoprì da giovane il ruolo di alto ufficiale dell'esercito imperiale. Iniziò la sua carriera. Divenne presto tribuno della prima corte pretoria e lavorò nella squadra di difesa dell'imperatore. Grazie a quest’ultimo ruolo, egli aveva la possibilità di compiere azioni molto importanti.

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Nello specifico l’uomo iniziò a sostenere i cristiani ingiustamente incarcerati, a difendere il culto della sepoltura dei martiri e, più in generale, si impegnò nella diffusione del cristianesimo tra i militari di corte.

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Diversi sono i racconti che sono giunti ai giorni nostri a proposito di San Sebastiano, la maggior parte dei quali sono leggendari o, appunto, agiografici. Si narra che poi, quando l’imperatore Diocleziano, che era contro i fedeli di Cristo, scoprì che il militare era cristiano, lo accusò di aver operato all’ombra contro di lui.

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Così lo condannò a morte. Lo fece legare ad un palo sul colle Palatino. Lo fece denudare e lo fece trafiggere con frecce  in ogni parte del corpo. I soldati, dopo averlo creduto morto, lo lasciarono lì e se ne andarono.

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La tradizione cristiana racconta che però Santa Irene da Roma, giunta successivamente sul luogo per dargli sepoltura, si accorse che era ancora vivo.

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Lo portò nella sua dimora e lo curò. Sebastiano miracolosamente guarito da tutte le ferite, tornò da Diocleziano per ribadire la propria fede. L’imperatore, stupito, quando lo vide diede subito l’ordine di flagellarlo a morte.

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L’uomo dunque fu ucciso. Il suo cadavere gettato nella Cloaca Maxima. Matrona Lucina lo raccolse e lo portò alle catacombe sulla via Appia. Qui lo seppellì.

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Il culto

Oggi San Sebastiano, che in Occidente si ricorda il 20 gennaio di ogni anno, è considerato il patrono di diverse città, ma anche e soprattutto delle seguenti categorie di persone:

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  • Membri della Polizia locale
  • Arcieri
  • Tappezzieri
  • Uomini e donne sofferenti
  • Militari
  • Uomini d’onore

Il culto è di origine antica. Secondo i dati storici, l'inserimento del nome di Sebastiano nella Depositio martyrum, il più antico calendario della Chiesa di Roma, risale al 354. Da allora il martire viene ricordato, celebrato e pregato in varie parti del mondo.

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Sono tanti e diversi i martiri ricordati nella religione cristiana. Il primo della storia del Cristianesimo ad essere ucciso fu, secondo la tradizione, Santo Stefano. Quest’ultimo è definito protomartire.

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Giorgia Belfiore
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