Aveva simulato una gravidanza per nove mesi, convincendo familiari e amici che il suo bimbo, Ansel, fosse venuto al mondo lo scorso 8 gennaio. Un piano culminato con il rapimento della piccola Sofia, sottratta alla madre mentre si trovava ancora in ospedale, al Sacro Cuore di Cosenza, il 22 gennaio. Rosa Vespa, architetto di 51 anni, dovrà rispondere dell'accusa di sequestro di persona.
Anche il marito, Omogo "Acqua" Moses, mediatore culturale 43enne di origini nigeriane, era stato accusato dello stesso reato. Durante l'interrogatorio di garanzia in carcere, avvenuto oggi 24 gennaio 2025, lei lo ha scagionato.
La moglie lo aveva già dichiarato di fronte ai carabinieri: "Non sapeva nulla". Lui aveva detto soltanto: "Mi hai rovinato la vita".
Il servizio del programma Rai La vita in diretta sul caso
Moglie e marito, dopo l'arresto, sono stati trasferiti nel carcere di Castrovillari. Insieme ai loro avvocati, Gianluca Garritano e Teresa Gallucci, nella mattinata di oggi sono stati portati nel penitenziario di Cosenza per l'interrogatorio di garanzia di fronte al pm Antonio Bruno Tridico, iniziato intorno alle ore 9.
Stando a quanto emerso, la donna ha risposto per oltre un'ora alle domande del giudice: su molti aspetti, però, non ha saputo spiegare i suoi gesti. Il suo racconto è stato interrotto anche da momenti di pianto.
La 51enne ha detto di non aver pianificato il rapimento, ma dal suo racconto è emersa la finta gravidanza. Quindi l’acquisto di vestiti per il bimbo, delle decorazioni, i post pubblicati su Facebook. Rosa Vespa ha escluso un coinvolgimento di terze persone, aggiungendo che non ha mai voluto fare del male alla bimba.
Lui era apparso sorpreso all'arrivo dei poliziotti, quando la neonata rapita è stata trovata nella loro casa, ma la sua posizione era da verificare. Nell'interrogatorio di oggi Omogo Moses ha dato la propria versione dei fatti, confermando che pensava davvero di essere diventato padre. Si sarebbe accorto che il bimbo non era suo solo una volta a casa, un attimo prima dell'arrivo della polizia.
Stando a quanto emerso anche lui sarebbe stato ingannato dalla moglie, per la quale quella gravidanza impossibile era diventata un'ossessione. Il suo legale, Gianluca Garritano, ha riferito che la donna aveva mostrato al marito una lettera di dimissioni dalla clinica. Nessuno si era recato in ospedale con lei: aveva raccontato che non sarebbero stati autorizzati a entrare a causa del rischio Covid.
Fondamentali per la scarcerazione, scrive Cosenza Channel, anche l'atteggiamento dell'uomo all'interno della clinica, ripreso dalle videocamere di sorveglianza, che non sembrava corrispondere a un piano criminale.
Intanto accertamenti saranno effettuati anche sulla clinica Sacro Cuore di Cosenza, e in particolare sui sistemi di sicurezza. Ora finiti sotto accusa, dato che la finta madre avrebbe agito indisturbata.
Valeria Chiappetta e la piccola Sofia sono state dimesse dalla clinica ieri, 23 gennaio, e sono tornate a casa a Castrolibero, comune alle porte di Cosenza. Lo stesso di Rosa Vespa e Acqua Moses.
Prima di lasciare la struttura hanno ricevuto l'abbraccio della Polizia di Stato: sono stati proprio le donne e gli uomini in divisa a permettere che ci fosse un lieto fine alla tremenda vicenda del rapimento.
Valeria Chiappetta, in un'intervista al Tg1, ha raccontato di voler solo dimenticare la donna che ha rapito sua figlia, dato che ha ancora incubi durante la notte.
ha dichiarato in merito a sua figlia.
Il papà della piccola, intervistato durante la puntata del 23 gennaio di Dritto e Rovescio su Rete 4, ha parlato di quanto accaduto:
"Mi metto nei panni della famiglia di questa signora, con evidenti problemi, sono scioccati pure loro"
— Dritto e rovescio (@Drittorovescio_) January 23, 2025
Ci state seguendo?#DrittoeRovescio in diretta su #Rete4 e in streaming su Mediaset Infinity pic.twitter.com/3xco2GFmJN
Un'immagine che li ritrae con le mani sul "pancione", condivisa su Facebook. Le ecografie e persino la morfologica mostrate ai familiari. Fino all'annuncio, pubblicato sempre sui social, l'8 gennaio 2025:
Per completare il puzzle, l'ultimo tassello: un bimbo. Rosa Vespa si reca in clinica, dove era stata vista aggirarsi anche nei giorni precedenti, e si fa consegnare la piccola Sofia, nata appena il giorno prima, fingendosi infermiera. La cambia, le fa indossare un vestitino azzurro: lei aveva detto a tutti di aver partorito un maschietto, rimasto in ospedale dopo il parto per accertamenti.
Questo il piano messo in atto, che forse ha avuto anche un intoppo: il sesso del neonato. Ci sono accertamenti in corso per verificare se la donna abbia bussato anche ad altre stanze.
Quando gli agenti della Polizia, dopo tre ore, hanno raggiunto l'abitazione della coppia a Castrolibero, si sono trovati di fronte a una scena surreale. Sulla porta d'ingresso c'era un fiocco azzurro: all'interno erano in corso i festeggiamenti per la nascita.
Incredule le persone presenti: quando il commissario di Polizia Claudio Sole ha chiesto dove fosse la piccola Sofia, la donna ha indicato la camera da letto, senza opporsi. La bimba si era addormentata.
Il cognato di Rosa Vespa, intervistato da Repubblica, ha raccontato che il video del rapimento è arrivato sul suo cellulare durante i festeggiamenti, e di aver subito riconosciuto la neonata rapita qualche ora prima.
ha raccontato. Quando è arrivata la polizia lui stava per chiamare il 112.
La vicenda ha provocato un'ondata di sdegno. I profili social di Rosa e Moses sono stati presi d'assalto dagli utenti: i messaggi di auguri si sono ora trasformati in insulti.
"Vergognatevi", "Meritate il carcere", "Non si toccano i bimbi degli altri ! Pena esemplare per questa specie di donna" sono solo alcuni dei commenti che, in queste ore, si possono leggere su Facebook.