È morto, dopo diverse ore di agonia, il rapinatore di origini romene che nella serata di ieri, 6 febbraio 2025, era stato colpito da un proiettile durante un tentativo di furto sulla Cassia, a Roma. Il giovane, 24 anni, ricoverato all’ospedale San Filippo Neri, si è spento dopo una delicata operazione, nonostante i tentativi dei medici di salvarlo. Per la guardia giurata che gli ha sparato, l’accusa ora è di omicidio.
I fatti risalgono alle 19 di ieri. Stando a quanto ricostruito finora, Anton Ciurciumel, 24enne di origini romene, si sarebbe introdotto, insieme ad almeno tre complici non ancora identificati, in un appartamento al civico 1004 di via Cassia, nella zona Tomba di Nerone, a Roma.
All’interno c’era la proprietaria, una donna di 61 anni. Dopo averla immobilizzata, i malviventi si sarebbero adoperati per smurare la sua cassaforte. All’improvviso, una guardia giurata della zona, che stava tornando a casa dal lavoro, accorgendosi dei rumori provenienti dall’appartamento, li avrebbe sorpresi.
Le esatte dinamiche di quanto accaduto sono ancora da ricostruire: secondo qualcuno, l’uomo avrebbe sparato un colpo in aria come intimidazione, per poi essere aggredito dai rapinatori in fuga. Solo a quel punto avrebbe rivolto l’arma anche contro di loro.
Un proiettile ha raggiunto alla nuca il giovane, che è stato soccorso mentre i complici si davano alla fuga attraverso le scale e il balcone – venendo recuperati da un palo con una macchina poi abbandonata – e trasferito al San Filippo Neri, dove oggi è morto.
La guardia giurata, inizialmente accusata di tentato omicidio, è ora indagata per omicidio, sembra a piede libero. Proseguono, intanto, le ricerche dei complici del 24enne deceduto. Fondamentale, per arrivare a loro e per chiarire come siano andate davvero le cose, saranno le testimonianze dei vicini della 61enne rapinata, così come i filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona.
“Mio marito mi ha detto che forse ha sentito due spari”, ha raccontato una residente ai giornalisti. “Non ci ho dato molto importanza, pensavo fossero dei ragazzini che giocavano”, ha aggiunto il marito. “Quando sono arrivato, era già tutto successo. C’era un ragazzo ferito a terra e una signora che cercava di rianimarlo”, ha detto un altro vicino.
Che ha poi proseguito: “Antonio (la guardia giurata, ndr) sembrava un po’ scosso. È un bravo ragazzo, sempre pronto al saluto”. Alcuni parlano di almeno “quattro o cinque colpi”, ma si tratta di dettagli a cui solo le autorità competenti potranno risalire. L’arma dell’indagato è già stata sequestrata per tutti gli accertamenti del caso.
Il servizio di Emily De Cesare per Radio1 Rai.
“Il mondo al contrario”, scrive qualcuno sui social, commentando la notizia della morte del ladro. “Invece di avere un encomio per aver fatto il suo lavoro – aggiunge riferendosi alla guardia – , sarà indagato e messo alla gogna mediatica”. In tanti, come lui, si schierano al fianco dell'uomo.
Tuttavia, c’è anche chi riflette: “Per legge, avrebbe dovuto allertare la polizia e non sparare”. Il suo non è il primo caso di questo genere: molti ricorderanno la storia di Franco Iachi Bonvin, condannato a cinque anni di reclusione per omicidio volontario per aver sparato a un ladro sorpreso a rubare nella sua tabaccheria.
Altro caso simile è quello di Grinzane Cavour, dove il gioiellerie Mario Roggero inseguì e uccise due malviventi, ricevendo una condanna a 17 anni di reclusione.