La fumata bianca sulla Corte Costituzionale riaccende i fari sulla partita dei vertici Rai. Il muro contro muro fra maggioranza e opposizione e' reso plasticamente in Transatlantico, complice il Parlamento in Seduta Comune per l'elezione dei quattro laici della Consulta. Capannelli fra leader ed esponenti di primo piano di maggioranza e di opposizione che fanno pensare che qualcosa si stia muovendo. Dal centrodestra filtra il sospetto che le opposizioni stiano preparando una offensiva in Vigilanza: dimissioni di massa dei commissari di centrosinistra per cercare di dare una scossa alla maggioranza. Un sospetto che circola al punto da portare il centrodestra a definire delle contromisure.
Se i commissari di minoranza si dimettessero, la stessa cosa farebbero anche quelli di maggioranza, cosi'' da riportare a zero l'intera commissione e riaprire i due tavoli: "A quel punto si dovrebbe di nuovo riformare la commissione e votare un nuovo presidente", dice uno dei 'big' della coalizione di centrodestra. Dal centrosinistra, pero', le voci di una dimissione di massa sono smentite con decisione. "Non c'e' nessuna ipotesi di dimissioni di massa del centrosinistra dalla commissione di Vigilanza Rai", dice Stefano Graziano, capogruppo del Pd in Vigilanza Rai. "C'e', invece, un grave ostruzionismo da parte del centrodestra sull'elezione dei vertici di Viale Mazzini bloccata dalla maggioranza. Noi", aggiunge Graziano, "avevamo detto fin dall'inizio che eravamo per fare prima la riforma della governance e poi le nomine. Siamo pronti al dialogo per la riforma, non per i posti".