Uccisa senza un perché, scelta in quanto 'indifesa' dal killer reo confesso che però in aula si è dichiarato "innocente". A distanza di sette mesi dalla notte in cui la 33enne Sharon Verzeni è stata uccisa, presso la Corte D'Assise di Bergamo si è aperto il processo a Moussa Sangare, cittadino italiano di origini malaiane.
L'avvocato del giovane, Giacomo Maj, aveva già anticipato che avrebbe chiesto una perizia psichiatrica per il proprio assistito, effettivamente presentata.
Sharon è stata accoltellata a morte nella notte tra il 29 e il 30 luglio 2024 a Terno d'Isola, poco distante dall'abitazione che condivideva con il fidanzato, Sergio Ruocco. Era uscita a passeggiare, come faceva spesso nell'ultimo periodo, andando però incontro alla morte.
Il 31enne Sangare deve rispondere dell'accusa di omicidio volontario aggravato dai futili motivi, dalla premeditazione e dalla minorata difesa. In questa prima udienza del processo con rito abbreviato, il legale del giovane ha avanzato la richiesta di una perizia psichiatrica per stabilire la sua capacità "di stare in giudizio" e se fosse capace d'intendere e di volere al momento del delitto.
Secondo l'avvocato, infatti, Sangare avrebbe manifestato un atteggiamento "del tutto distaccato dalla realtà" a partire dal suo ritorno dagli Stati Uniti. Ha giustificato la richiesta sulla base della "produzione documentale" depositata, da cui si "evincono problematiche di natura psichiatrica".
Questi documenti, ha sottolineato, si riferiscono alle visite cui è stato sottoposto sia al momento dell’arresto a Bergamo, che successivamente a San Vittore, dove è stato trasferito. Ma anche a “eventi avvenuti in quest’ultimo carcere” e alla relazione dell’assistente sociale che lo aveva preso in carico prima del delitto.
Maj ha inoltre dichiarato che la sorella di Sangare
Una situazione a cui va aggiunta la difficoltà della stessa difesa a rapportarsi con lui. La Corte D'Assise di Bergamo, dopo un breve consulto, ha quindi deciso di accogliere la richiesta.
Presenti in aula i genitori di Sharon e la sorella Melody, insieme al fidanzato Sergio Ruocco, che dal giorno dell'omicidio vive con la famiglia Verzeni. Assente invece il fratello Christopher. Tutti si sono costituiti parte civile. Al termine dell'udienza il padre Bruno, in particolare, si è detto sorpreso della decisione della Corte, pur continuando a "confidare nella giustizia".
Il compagno della donna, che con lei stava progettando il matrimonio, oltre al dolore per la perdita, ha dovuto sopportare anche il dubbio del suo coinvolgimento nell'omicidio. Sangare è stato infatti individuato circa un mese dopo, incastrato dalle telecamere di videosorveglianza della zona che lo avevano ripreso mentre fuggiva in bicicletta.
Il pm Emanuele Marchisio aveva chiesto ai giudici di respingere la richiesta di perizia psichiatrica sull'imputato per la capacità di "stare in giudizio", mentre si era rimesso alla valutazione della Corte sulla sua capacità di intendere e di volere.
Il legale di parte civile Luigi Scudieri, che rappresenta i familiari della vittima, aveva chiesto invece di rigettare la perizia sotto entrambi i profili.
Il servizio andato in onda sul Tg3 il 19 agosto 2024
L'imputato, presente in aula, è intervenuto prima che la Corte d'Assise si ritirasse per decidere se accogliere la richiesta di perizia psichiatrica.
sono state le sue parole. Moussa Sangare, aspirante rapper che viveva in una casa occupata, al momento del fermo aveva invece confessato il delitto. Sottolineando come, quella sera, fosse stato mosso "da un feeling" e avesse ucciso senza un perché.
Sharon, nonostante fosse ferita, era riuscita a chiamare il 118 dicendo: "Mi hanno accoltellata". Il terribile omicidio, che ha profondamente scosso l'opinione pubblica, per un mese è stato un vero e proprio rompicapo.
Il servizio andato in onda nel programma "Estate in diretta" il 5/09/2024