Potenziale svolta nel caso di Jhoanna Nataly Quintanilla, la babysitter scomparsa da quartiere Bicocca a Milano, il 24 gennaio in circostanze allarmanti.
Il 2 marzo, lungo la Paullese, all'altezza di Zelo Buonpersico, è stato rinvenuto un cadavere nel fiume Adda.
Secondo le prime ipotesi investigative, il corpo potrebbe appartenere alla donna svanita da un mese e mezzo.
Ora si attende il riconoscimento ufficiale da parte dei familiari della quarantenne e l'esito dell'autopsia, affidata al medico legale incaricato di far luce sulle cause della morte.
Un'amica della vittima, intervistata in esclusiva a Tag24, ha rivelato alcuni dettagli che potrebbero confermare l'identità del corpo ritrovato.
Elementi precisi, che, se verificati darebbero una risposta alle tante domande ancora senza soluzione.
Si specifica che il contenuto di questa intervista appartiene alla vivavoce dell'amica di Quintanilla.
La donna, che conosceva bene Jhoanna Nataly Quintanilla, ha sottolineato alcuni elementi che rendono il riconoscimento quasi certo.
"Il cadavere ritrovato nell'Adda è al 95% quello di Jhoanna. Noi amiche e i parenti ne siamo fortemente convinti", spiega l'amica della quarantenne.
"Il corpo è stato trovato integro, non è stato tagliato a pezzi e inoltre era nudo, fuori dalla valigia potenzialmente usata per occultarne i resti", afferma.
"Ma c'è un dettaglio in particolare sulla salma che fugherebbe ogni dubbio 'Jhoanna aveva un neo tra l'occhio e il naso, una sua particolarità inconfondibile. Siamo sicuri che si tratti di lei", aggiunge.
"Un'amica di famiglia era stata contattata dalle forze dell'ordine per identificare il cadavere, purtroppo però, non se l'è sentita di presentarsi...", continua.
"Ci ha riferito che vuole ricordare Jhoanna per la donna solare, buona e splendida che è sempre stata", racconta.
"Attendiamo che arrivino altri due familiari per il riconoscimento. In ogni caso seguirà il test del DNA, l'esito è fondamentale per dissipare ogni dubbio", conclude.
"Fino a qualche giorno fa, la mamma di Jhoanna era ancora convinta che l'avrebbe riabbracciata, che fosse ancora in vita...", spiega l'amica.
"Purtroppo anche lei ha perso le speranze. Ha smesso di credere in un lieto fine ormai...".
"L'unica cosa che chiediamo in questo momento è giustizia per quanto accaduto alla nostra cara amica...", sottolinea la donna.
"Qualora si trattasse del corpo di Jhoanna, i suoi familiari mi hanno confermato che saranno presenti al processo".
"Adesso vogliamo soltanto una cosa: risposte concrete e arrivare alla verità quanto prima", conclude.