Simonetta Kalfus, una ex dirigente bancaria in pensione di 62 anni residente ad Ardea, vicino Roma, è tragicamente deceduta il 18 marzo 2025 a seguito di complicazioni derivanti da un intervento di liposuzione. La sua storia ha scosso l'opinione pubblica italiana, sollevando interrogativi sulla sicurezza delle procedure di chirurgia estetica e sulla responsabilità medica.
Il 6 marzo 2025, Simonetta si sottopose a un intervento di liposuzione presso uno studio medico privato nella zona di Cinecittà a Roma. L'operazione, eseguita dal chirurgo estetico Carlo Bravi, 73 anni, mirava a ritoccare i glutei della donna. Tuttavia, fin dal giorno successivo all'intervento, Simonetta iniziò ad accusare dolori.
Nei giorni seguenti, nonostante le visite a domicilio del chirurgo Bravi e dell'anestesista Francesco Iandimarino, che le somministrarono alcune flebo, le condizioni di Simonetta peggiorarono rapidamente. Il 13 marzo, la situazione divenne critica: la donna faticava a parlare e presentava distorsioni facciali.
Il 14 marzo, Simonetta fu portata alla clinica Sant'Anna di Pomezia, dove fu sottoposta ad alcuni esami e poi dimessa. Il giorno successivo, vista la gravità della situazione, fu ricoverata all'ospedale Grassi di Ostia. Qui, le sue condizioni precipitarono rapidamente: dopo appena 48 ore dal ricovero, Simonetta entrò in coma.
Nonostante gli sforzi dei medici, Simonetta Kalfus morì il 18 marzo, dodici giorni dopo l'intervento iniziale di liposuzione. L'autopsia, effettuata presso l'istituto di medicina legale di Tor Vergata, ha rivelato che la causa del decesso è stata una grave sepsi, un'infezione diffusa che ha danneggiato organi e tessuti.
La morte di Simonetta ha dato il via a un'indagine della Procura, che ipotizza il reato di omicidio colposo. Tre medici sono attualmente iscritti nel registro degli indagati:
I carabinieri del Nas hanno effettuato un blitz nello studio medico di Cinecittà, sequestrando la sala operatoria dove fu eseguito l'intervento su Simonetta. Le indagini mirano a chiarire se la struttura fosse a norma e se siano state commesse negligenze nel trattamento post-operatorio della paziente.