14 Chi era Selvaggia di Staufen, figlia dell'imperatore Federico II di Svevia?
31 Mar, 2025 - 17:42

Chi era Selvaggia di Staufen, figlia dell'imperatore Federico II di Svevia?

Chi era Selvaggia di Staufen, figlia dell'imperatore Federico II di Svevia?

Selvaggia di Staufen, figlia illegittima dell’imperatore Federico II di Svevia, è una figura storica avvolta nel mistero e nella tragedia. Nata nel 1225, probabilmente da una relazione tra Federico II e una donna vicina a Bianca Lancia, Selvaggia fu legittimata dal padre e crebbe come una delle sue figlie predilette. La sua breve vita, segnata da un matrimonio imposto e da una morte prematura, riflette le dinamiche politiche e personali del XIII secolo.

[advBanner]

Selvaggia di Staufen: origini e infanzia

Selvaggia nacque in un contesto di grande potere e intrighi. Federico II, noto come "Stupor Mundi" per la sua cultura e il suo carisma, era imperatore del Sacro Romano Impero e re di Sicilia. Selvaggia non era nata da un matrimonio ufficiale, ma il padre la riconobbe presto come figlia legittima, trattandola con affetto e attenzione. Si dice che fosse la sua preferita tra i numerosi figli, forse per la passione condivisa per la falconeria. Federico le regalò un falco, chiamato Praetor, che divenne il fedele compagno della giovane.

[advBanner]

Cresciuta nel maniero di Castelpagano in Puglia, Selvaggia mostrava un’intelligenza vivace e una bellezza precoce. Tuttavia, la sua vita cambiò radicalmente quando Federico decise di usarla come pedina politica per consolidare il suo potere.

[advBanner]

Il matrimonio con Ezzelino III da Romano

Nel 1238, a soli 13 anni, Selvaggia fu promessa in sposa a Ezzelino III da Romano, signore della Marca Trevigiana. Ezzelino era un condottiero temuto e spietato, soprannominato "il figlio del Demonio" per la sua crudeltà. Questo matrimonio non fu dettato dall’amore ma dalla ragion di Stato: Federico II cercava un’alleanza strategica per contrastare il Papa e la Lega Lombarda.

[advBanner]

Le nozze si celebrarono il 23 maggio 1238 nella chiesa di San Zeno a Verona con sei giorni di festeggiamenti solenni. In dote, Selvaggia portò un prezioso mantello regale noto come il "Piviale dei Pappagalli", oggi conservato al Museo Diocesano di Vicenza. Nonostante l’apparente sfarzo delle celebrazioni, il matrimonio fu segnato da freddezza e distanza emotiva.

[advBanner]

Ezzelino non era un uomo incline ai sentimenti romantici o all’amor cortese. Concentrato sulle sue campagne militari e sui suoi progetti politici, lasciò Selvaggia spesso sola nei suoi alloggi. La giovane trascorreva gran parte del tempo con il suo falco Praetor, trovando conforto nella falconeria.

[advBanner]

Come è morta Selvaggia di Staufen?

Con il passare degli anni, Selvaggia divenne una donna avvenente ma profondamente infelice. Secondo alcune testimonianze storiche e leggende popolari, conobbe un giovane nobile pugliese con cui condivise la passione per i rapaci. Si dice che i due sognassero di fuggire insieme in Puglia per sfuggire alla vita opprimente accanto a Ezzelino.

[advBanner]

La scoperta della presunta relazione amorosa segnò il destino di Selvaggia. Secondo alcune fonti, Ezzelino reagì con gelosia violenta e la strangolò nel sonno nel 1244. Altre versioni suggeriscono che Selvaggia morì avvelenata accidentalmente: quel giorno avrebbe assaggiato un pasticcio di fagiano destinato al marito per verificare che non fosse avvelenato. Indipendentemente dalla causa esatta della morte, Selvaggia si spense a soli 20 anni.

[advBanner]

Ezzelino non mostrò segni di lutto per la perdita della moglie e si risposò poche settimane dopo con Isotta Lancia, un’altra figlia illegittima di Federico II. La morte di Selvaggia non suscitò nemmeno l’intervento del padre: per Federico II prevalse la ragion di Stato sul legame familiare.

[advBanner]

Il mistero della sepoltura

Il luogo della sepoltura di Selvaggia rimane sconosciuto. Dopo la sua morte, tutti i documenti che parlavano di lei furono distrutti in quella che sembra essere stata una sorta di damnatio memoriae. La sua figura è stata quasi cancellata dalla storia ufficiale, lasciando spazio solo a frammenti di racconti tramandati nei secoli.

[advBanner]

Un simbolo della condizione femminile medievale

La storia di Selvaggia di Staufen è emblematica delle difficoltà affrontate dalle donne nel Medioevo. Come molte nobildonne dell’epoca, fu utilizzata come strumento politico senza possibilità di scegliere il proprio destino. Nonostante ciò, emerge dai racconti come una figura dotata di coraggio e sensibilità.

[advBanner]

La sua passione per la falconeria simboleggia forse un desiderio di libertà mai realizzato. Il falco Praetor rappresenta l’unico elemento costante nella sua breve vita: un compagno fedele in mezzo alle turbolenze politiche ed emotive.

[advBanner]

Eredità culturale

Oggi Selvaggia è ricordata principalmente nelle leggende popolari e nei racconti storici legati alla corte sveva. Il "Piviale dei Pappagalli", parte della sua dote nuziale, rimane uno dei pochi oggetti tangibili associati alla sua figura ed è considerato un capolavoro dell’arte tessile medievale.

[advBanner]

La sua vicenda continua a ispirare opere letterarie e artistiche che cercano di ricostruire il suo mondo interiore e le dinamiche del tempo in cui visse. La figura tragica di Selvaggia rimane un simbolo delle contraddizioni del potere medievale: grandezza imperiale da un lato e sacrificio personale dall’altro.

[advBanner]
condividi sui social
condividi su facebook condividi su x condividi su linkedin condividi su whatsapp
ARTICOLI RECENTI
LEGGI ANCHE