Ottavia Piccolo è una delle più celebrate attrici italiane, protagonista di una carriera straordinaria tra teatro, cinema e televisione, arricchita da premi prestigiosi e una vita personale intensa e legata agli affetti familiari.
Ottavia Piccolo è nata il 9 ottobre 1949 a Bolzano, figlia di un maestro d’equitazione e maresciallo dei Carabinieri. Nonostante le sue origini altoatesine, le radici della famiglia risalgono a Modugno, in Puglia.
Poco dopo la nascita, la famiglia si trasferì a Roma, dove Ottavia visse l’infanzia in un ambiente modesto ma ricco di curiosità e creatività. Fin da bambina mostra uno spiccato talento per la recitazione, debuttando a soli undici anni nel ruolo di Helen in “Anna dei miracoli” di William Gibson, accanto ad Anna Proclemer e sotto la regia di Luigi Squarzina.
La vita privata di Ottavia Piccolo è stata segnata da un grande amore: nel 1974 ha sposato il giornalista Claudio Rossoni. Dal matrimonio, l’anno seguente, è nato l’unico figlio, Nicola, che ha scelto di lavorare nel mondo dello spettacolo diventando direttore di produzione in ambito musicale.
La coppia ha costruito una famiglia unita e moderna, affrontando insieme le sfide della vita e conciliando le esigenze professionali con quelle domestiche. Ottavia ha spesso dichiarato di aver trovato in Claudio il compagno che le ha dato forza e stabilità: quando è stato necessario, fu lo stesso marito a scegliere un lavoro più stanziale per garantire una crescita serena al figlio, permettendole di continuare l’attività teatrale.
Ottavia e suo marito vivono a Venezia, un luogo scelto per la tranquillità e la libertà della carriera teatrale dell’attrice.
Ottavia Piccolo vanta una carriera prolifica iniziata prestissimo. Dopo il debutto teatrale a undici anni, la giovane attrice si fa notare anche in televisione con “Le notti bianche”, tratto dal romanzo di Dostoevskij.
Il passaggio al cinema avviene nel 1963, quando interpreta una delle figlie del Principe di Salina ne “Il Gattopardo” di Luchino Visconti, accanto a giganti come Burt Lancaster. Negli anni successivi costruisce una carriera solida lavorando con grandi maestri: Giorgio Strehler la dirige in “Le baruffe chiozzotte” e in “Re Lear”, mentre Luca Ronconi le affida ruoli complessi sul palcoscenico.
Sul grande schermo conquista i premi più prestigiosi grazie a “Metello” di Mauro Bolognini (1970), che le vale il Prix d’interprétation féminine a Cannes, oltre a nastri d’argento, un David Speciale e un Globo d’Oro.
Negli anni ha alternato con successo cinema e televisione – con numerose fiction e miniserie – e non ha mai abbandonato il teatro, interpretando ruoli nei testi di Shakespeare, Pirandello, Alfieri e molti altri. A livello internazionale si distingue anche in Francia, dove viene adottata artisticamente dal cinema d’Oltralpe.
Nel doppiaggio, rimane indimenticabile la sua voce prestata a Carrie Fisher nella primissima trilogia di “Guerre Stellari”. Il suo percorso artistico è stato segnato da una costante evoluzione e dalla capacità di scegliere progetti di impegno civile e sociale, qualità che ancora oggi la rendono un’icona rispettata e seguita.