La possibile tassazione degli utili delle banche torna a essere un terreno di scontro nel centrodestra e in particolare tra la Lega e Forza Italia.
A Palazzo Chigi e al MEF si è già cominciato a lavorare alla nuova manovra di bilancio e Matteo Salvini ha lanciato nel dibattito politico l'ipotesi di tassare gli istituti di credito per finanziare gli interventi a favore di famiglie e piccole imprese.
La proposta della Lega riguarda la tassazione dei cosiddetti 'buyback' ovvero le operazioni di riacquisto delle proprie azioni da parte delle banche per sostenere il proprio titolo.
Un'ipotesi che – come già accaduto per gli extraprofitti in passato - continua a trovare contraria Forza Italia. Ieri pomeriggio, a margine del primo Consiglio dei Ministri dopo la pausa estiva, il leader azzurro Antonio Tajani ha ribadito la posizione del suo partito. Come ogni anno, Giorgia Meloni resta nel mezzo e osserva a distanza lo scontro tra i due alleati.
La proposta della Lega consiste nel tassare le operazioni di buyback delle banche per finanziare le misure a favore delle famiglie nella manovra di bilancio, che il governo si appresta a varare.
Un prelievo definito un semplice "pizzicotto" dal ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, intervenuto nei giorni scorsi al Meeting di Rimini, ma che potrebbe comunque garantire un gettito significativo per le casse dello Stato. Nel solo 2024, il volume complessivo delle operazioni di riacquisto di azioni proprie da parte degli istituti di credito ha raggiunto i 15 miliardi di euro.
Aveva dichiarato nei giorni scorsi, Matteo Salvini, rispondendo alla domanda se le banche possano dare un contributo nella prossima manovra.
Ma la proposta ha anche una chiara valenza politica. Una mossa che punta a raccogliere consenso in un momento in cui i partiti si preparano già alle prossime tornate elettorali. Colpire un bersaglio percepito come potente e distante – le banche – e redistribuire quelle risorse alle famiglie è un messaggio semplice, immediato, e di sicura presa.
Non è la prima volta che la Lega utilizza questo tipo di retorica: anche quest’anno, dunque, Salvini prova a indossare i panni del 'Robin Hood', rispolverando una proposta a forte presa popolare.
Le parole dei due esponenti della Lega sono state accolte con una certa irritazione in Forza Italia, notoriamente contraria a qualsiasi ipotesi di tassazione extra delle banche. Ieri a margine del Consiglio dei Ministri a Palazzo Chigi, il vicepremier Antonio Tajani ha frenato gli entusiasmi degli alleati leghisti chiarendo che il suo partito è contrario a qualsiasi “blitz di tipo fiscale”.
Ha dichiarato il ministro degli Esteri che non nega che le banche debbano pagare quanto dovuto, ma si fa distinzione tra tassazione ordinaria e interventi straordinari, come quelli sui cosiddetti "extraprofitti".
La proposta di una tassazione degli istituti di credito viene descritta non solo come sbagliata, ma come pericolosa, con il rischio di minare la stabilità e la fiducia nel settore bancario, che Forza Italia considera un pilastro dell’economia.
Ha concluso Tajani.
La #Lega rilancia nuove #tasse per le banche, Tajani frena: “Forza Italia è contraria a qualsiasi blitz di tipo fiscale. La persecuzione delle banche è un errore gravissimo.”#Tajani #ForzaItalia #Salvini pic.twitter.com/8cvKXGDBas
— Tag24.it (@Tag24news) August 29, 2025
Non è la prima volta che Lega e Forza Italia si scontrano sul terreno della tassazione delle banche. Un terreno scivoloso, poiché rischia di minare il consenso dell'elettorato a cui la proposta della Lega strizza l'occhio.
Come già accaduto in passato, Fratelli d'Italia, resta in disparte evitando di intervenire nel dibattito pubblico. Al momento non si registrano dichiarazioni ufficiali di esponenti del partito della presidente del Consiglio. Il tema, come sempre, sarà oggetto di riunioni di governo e alla fine si arriverà a un compromesso.