30 Aug, 2025 - 12:02

Sanzioni contro Israele per Gaza? L’Italia rompe il silenzio: cosa ha deciso davvero Meloni

Sanzioni contro Israele per Gaza? L’Italia rompe il silenzio: cosa ha deciso davvero Meloni

Il governo italiano apre all'ipotesi di sanzioni contro Israele dopo l'escalation militare a Gaza e in Cisgiordania.

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, in queste ore a Copenaghen per il vertice informale dei ministri degli Esteri dell'UE, ha avanzato l'ipotesi di sanzionare i coloni violenti in Cisgiordania come primo passo, 'congelando' per il momento l'ipotesi -  ben più drastica - di sanzioni ai ministri israeliani per mantenere, comunque, aperto il filo del dialogo con il governo di Netanyahu.

Un'apertura timida, secondo l'opposizione, che chiede azioni più decise, ma pur sempre un cambio di passo per il governo italiano sempre molto cauto nei confronti del governo israeliano. La premier Giorgia Meloni, nel suo discorso al Meeting di Rimini aveva lasciato intuire la svolta diplomatica del governo, definendo la reazione di Israele "ingiustificabile" e "inaccettabile".

In maggioranza, tuttavia, la svolta di Palazzo Chigi non è condivisa da tutti gli alleati e rischia di creare tensioni con la Lega di Matteo Salvini contraria all'adozione di azioni più incisive nei confronti del governo di Israele.

Sanzioni contro Israele per Gaza: l'apertura dell'Italia e del governo

Il governo italiano apre alla possibilità di adottare misure più incisive contro Israele, per fare pressioni sul governo di Tel Aviv e portare a un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza.  

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Cominciamo con sanzionare i coloni, più coloni e in maniera più dura, poi vediamo. Questa è la prima tappa, poi se non serve a molto se ne possono studiare altre. 

Ha dichiarato oggi, sabato 30 agosto 2025, il ministro degli Esteri Antonio Tajani arrivando al Consiglio degli Esteri informale dell'UE a Copenaghen, in risposta a una domanda dei giornalisti su possibili sanzioni ai ministri dell'estrema destra israeliani che sostengono i coloni violenti in Cisgiordania. 

Il governo italiano frena, invece, sulle sanzioni ai ministri, per evitare di inasprire i rapporti con Tel Aviv e complicare il dialogo per un cessate il fuoco. Una prudenza che sarebbe anche alla base della decisione dell'Italia di non firmare la nota dei ministri di Slovenia, Spagna, Irlanda, Islanda, Lussemburgo e Norvegia che condannava l’offensiva israeliana nella Striscia di Gaza.

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Decidere le sanzioni ai coloni è già un messaggio forte in direzione della difesa delle fondamenta di uno Stato palestinese perché se la Cisgiordania viene annessa, vuol dire che finisce l'ipotesi di uno Stato palestinese nel quale noi crediamo. Non c'è oggi però dobbiamo lavorare per costruirlo. Quindi cominciamo con i coloni poi vediamo,

ha spiegato Tajani.

I timori italiani sono, tuttavia, condivisi anche da altri Stati UE. Oggi l’Alto rappresentante della Politica estera UE, Kaja Kallas, ha espresso perplessità circa la possibilità che si arrivi all'imposizione di sanzioni contro il governo di Benjamin Netanyahu.

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Non sono molto ottimista, perché anche sulle opzioni più indulgenti su Horizon non c'è una maggioranza qualificata. Molte proposte sono state fatte in modo che anche Paesi non sostenitori possano adottarle, ma anche così non sembra esserci consenso.

Gaza, la svolta (timida) del governo Meloni che divide la maggioranza

Il cambio di strategia sulla vicenda israelo-palestinese, tuttavia, potrebbe creare tensioni con la Lega. Se FdI e FI sono favorevoli ad adottare misure più concrete contro Israele, il partito di Matteo Salvini è assolutamente contrario.

Nonostante l'escalation delle ultime settimane a Gaza e l'indignazione globale per la tragedia umanitaria in corso nella Striscia, dalla Lega non si registrano parole di condanna, ma continui rimandi ai tragici fatti del 7 ottobre.

Ad inizio agosto, il Carroccio finì al centro di aspre polemiche per una proposta di legge che sanzionava le critiche nei confronti del governo di Israele.

Non è la prima volta che la Lega si trova in disaccordo con gli alleati per questioni di politica estere. È di pochi giorni fa l'incidente diplomatico con la Francia per alcune dichiarazioni di Matteo Salvini nei confronti del presidente francese Emmanuel Macron, in merito al conflitto tra Russia e Ucraina e all'ipotesi di invio di militari italiani ed europei a sostegno di Kiev. La Lega è apertamente contraria alla linea pro-Ucraina dell'Europa, sostenuta anche dall'Italia. 

“Troppe ambiguità su Gaza”, Schlein e Conte all’attacco

L'opposizione di centrosinistra critica le scelte del governo giudicandole troppo timide. Ieri la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, ha accusato il governo di avere una posizione ambigua.

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Non abbiamo ancora capito quali sono le azioni concrete che il governo Meloni intende intraprendere immediatamente per porre fine a questo massacro e per dire finalmente basta ai crimini di Netanyahu a Gaza come in Cisgiordania.

Il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha avviato un sondaggio tra gli iscritti per destinare un milione di euro dei rimborsi dei parlamentari M5S agli aiuti umanitari per Gaza e per finanziare l'iniziativa Sumud Freedom Flotilla le cui navi salperanno da diversi porti europei per portare aiuti a Gaza. La consultazione si è conclusa nella serata di ieri con la vittoria dei sì.



 

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