Il governo italiano apre all'ipotesi di sanzioni contro Israele dopo l'escalation militare a Gaza e in Cisgiordania.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, in queste ore a Copenaghen per il vertice informale dei ministri degli Esteri dell'UE, ha avanzato l'ipotesi di sanzionare i coloni violenti in Cisgiordania come primo passo, 'congelando' per il momento l'ipotesi - ben più drastica - di sanzioni ai ministri israeliani per mantenere, comunque, aperto il filo del dialogo con il governo di Netanyahu.
Un'apertura timida, secondo l'opposizione, che chiede azioni più decise, ma pur sempre un cambio di passo per il governo italiano sempre molto cauto nei confronti del governo israeliano. La premier Giorgia Meloni, nel suo discorso al Meeting di Rimini aveva lasciato intuire la svolta diplomatica del governo, definendo la reazione di Israele "ingiustificabile" e "inaccettabile".
In maggioranza, tuttavia, la svolta di Palazzo Chigi non è condivisa da tutti gli alleati e rischia di creare tensioni con la Lega di Matteo Salvini contraria all'adozione di azioni più incisive nei confronti del governo di Israele.
Il governo italiano apre alla possibilità di adottare misure più incisive contro Israele, per fare pressioni sul governo di Tel Aviv e portare a un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza.
Ha dichiarato oggi, sabato 30 agosto 2025, il ministro degli Esteri Antonio Tajani arrivando al Consiglio degli Esteri informale dell'UE a Copenaghen, in risposta a una domanda dei giornalisti su possibili sanzioni ai ministri dell'estrema destra israeliani che sostengono i coloni violenti in Cisgiordania.
Il governo italiano frena, invece, sulle sanzioni ai ministri, per evitare di inasprire i rapporti con Tel Aviv e complicare il dialogo per un cessate il fuoco. Una prudenza che sarebbe anche alla base della decisione dell'Italia di non firmare la nota dei ministri di Slovenia, Spagna, Irlanda, Islanda, Lussemburgo e Norvegia che condannava l’offensiva israeliana nella Striscia di Gaza.
ha spiegato Tajani.
I timori italiani sono, tuttavia, condivisi anche da altri Stati UE. Oggi l’Alto rappresentante della Politica estera UE, Kaja Kallas, ha espresso perplessità circa la possibilità che si arrivi all'imposizione di sanzioni contro il governo di Benjamin Netanyahu.
Il cambio di strategia sulla vicenda israelo-palestinese, tuttavia, potrebbe creare tensioni con la Lega. Se FdI e FI sono favorevoli ad adottare misure più concrete contro Israele, il partito di Matteo Salvini è assolutamente contrario.
Nonostante l'escalation delle ultime settimane a Gaza e l'indignazione globale per la tragedia umanitaria in corso nella Striscia, dalla Lega non si registrano parole di condanna, ma continui rimandi ai tragici fatti del 7 ottobre.
Ad inizio agosto, il Carroccio finì al centro di aspre polemiche per una proposta di legge che sanzionava le critiche nei confronti del governo di Israele.
Ora è chiaro quali siano i meriti che sono valsi a Matteo Salvini il premio "Italia-Israele" che gli è stato conferito alla Camera lo scorso 22 luglio.
— Laura Boldrini (@lauraboldrini) August 4, 2025
La Lega, non solo in questi ventidue mesi ha colpevolmente taciuto sui crimini commessi dal governo Netanyahu a Gaza negando… pic.twitter.com/LsWgwF0qkW
Non è la prima volta che la Lega si trova in disaccordo con gli alleati per questioni di politica estere. È di pochi giorni fa l'incidente diplomatico con la Francia per alcune dichiarazioni di Matteo Salvini nei confronti del presidente francese Emmanuel Macron, in merito al conflitto tra Russia e Ucraina e all'ipotesi di invio di militari italiani ed europei a sostegno di Kiev. La Lega è apertamente contraria alla linea pro-Ucraina dell'Europa, sostenuta anche dall'Italia.
L'opposizione di centrosinistra critica le scelte del governo giudicandole troppo timide. Ieri la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, ha accusato il governo di avere una posizione ambigua.
Il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha avviato un sondaggio tra gli iscritti per destinare un milione di euro dei rimborsi dei parlamentari M5S agli aiuti umanitari per Gaza e per finanziare l'iniziativa Sumud Freedom Flotilla le cui navi salperanno da diversi porti europei per portare aiuti a Gaza. La consultazione si è conclusa nella serata di ieri con la vittoria dei sì.