02 Jan, 2026 - 12:10

La lezione del professor Travaglio: ecco perché l'opposizione dovrebbe votare compatta per il no alle armi

La lezione del professor Travaglio: ecco perché l'opposizione dovrebbe votare compatta per il no alle armi

Oggi Marco Travaglio è salito in cattedra per impartire una lezione di politica al Campo largo.

Il titolo della sua lectio magistralis, riassunta nel suo consueto editoriale di prima pagina sul Fatto Quotidiano, potrebbe essere "Come si fa opposizione". 

Per il prof Travaglio, le uniche forze politiche che realmente la fanno al Governo Meloni sono il suo beneamato Movimento Cinque Stelle e, bontà sua, Avs. Insomma, i puri e duri della compagnia del Campo largo.

Gli altri, da Renzi a Calenda, ma soprattutto gli altri intesi come i riformisti del Pd che si distinguono dalla linea Schlein, sono inesorabilmente bocciati: scendono a patti col nemico. A cominciare dal decreto armi all'Ucraina pronto a essere votato in parlamento. 

Quindi: di cosa parliamo?

Il professor Travaglio non sa più come mettere sulla buona strada i "guerrafondai dell'opposizione" che, a suo giudizio, tradiscono la Patria due volte: prima di tutto perché dicono sì alle armi. E poi perché non evidenziano le spaccature che sul tema patisce la maggioranza.

Il professor Travaglio in cattedra: l'opposizione dovrebbe votare compatta per il no alle armi

E insomma: mettetevi comodi e seguite il ragionamento del professor Travaglio:

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Per i riformisti l'opposizione si oppone troppo? Quando dicono che è divisa sulla politica estera - a parte la scemenza di pretendere coesione tra le opposizioni...

Attenzione già su questo passo della lectio. Sottolineate: "La scemenza di pretendere coesione tra le opposizioni". Eh già. Perché sono proprio scemi questi italiani che vorrebbero un'alternativa di governo seria, capace di garantire una linea politica univoca in un settore determinante come quello della politica estera...

E comunque: a parte questa "scemenza" magistralmente rilevata, il professor Travaglio avvisa:

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Quando dicono che l'opposizione è divisa sulla politica estera non ce l'hanno col Pd e i centrini che votano sempre con le destre su guerra e riarmo, ma con i Cinque Stelle e Avs che votano contro. Eppure, se c'è una cosa che spacca le destre (quelle sì tenute alla coesione) è quella: siccome la gente è allergica al riarmo, si arrampicano sugli specchi per non chiamarlo col suo nome e non perdere voti. Se l'intera opposizione votasse contro, i distinguo leghisti passerebbero dalle chiacchiere ai fatti e la faglia nella maggioranza si allargherebbe...

Eh?! Che ne dite? Fila il discorso?

Travaglio punterebbe tutto su Vannacci e Borghi, i due malpancisti della Lega che, al di là delle chiacchiere, si appresta a votare compatta l'ottavo pacchetto aiuti all'Ucraina del Governo Meloni.

Ma tant'è: per l'esimio, una parte del centrosinistra dovrebbe rinnegare i suoi principi sulla difesa delle democrazie liberali, votare come Giuseppe Conte così, come per magia, aprirebbe la strada per Palazzo Chigi! 

Non c'è che dire: il professor Travaglio è un fine politologo. Lo dimostra anche nel 2026 appena iniziato.

Le bacchettate del professor Travaglio 

E comunque: le lezioni odierne impartite dal professor Travaglio non finiscono qui. 

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Ci sono anche quelli che le opposizioni non parlano di temi concreti. Balle: Schlein e Conte parlano solo di temi concreti, ma i media preferiscono menarla su Atreju e Conte che ci va e la Schlein che dice sì e poi no, sul federatore del centrosinistra, il nuovo Prodi, il voto moderato....

A questo punto, anche se dalla cattedra più alta e prestigiosa di politologia, il prof Travaglio perde un po' le staffe perché ricorda che ci sono anche quelli che parlano di questo:

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La terza gamba al centro (chiedendo scusa alle signore) con morti di sonno come Gentiloni e Ruffini (noti trascinatori di folle) o la Salis (che pare uscita dall'Intelligenza artificiale)...

La promozione di Elly Schlein

Insomma, come si fa a fare politica, a fare opposizione, con questi ciucci che magari pensano all'interesse del Paese cercando delle convergenze con la maggioranza sulle cose concrete che impattano sui cittadini prima ancora del loro tornaconto personale? 

Meno male che il professor Travaglio ha modo di consolarsi con Elly Schlein. La segretaria del Pd raggiunge la sufficienza con questa motivazione:

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A parte i limiti di linguaggio, non è la Schlein il problema del Pd: basta vedere gli altri presunti leader. Il problema del Pd è il Pd, anche quando si chiamava Pds, Ds, Ppi, Margherita, Asinello, Ulivo, Unione, l'opposizione non l'ha mai fatta...

E giù a ricordare le bicamerali con Berlusconi (perché, evidentemente, per la dottrina-Travaglio, le riforme costituzionali si fanno a colpi di maggioranza). O, vade retro Satana, i governi di unità nazionale, anche se sono scaturiti perché l'Italia è una Repubblica parlamentare, le maggioranza, quindi, si fanno in parlamento, e le urne non avevano indicato un vincitore preciso quando si è ricorso a Monti, Letta e Draghi.

Ma tant'è: in questi casi, il Pd non si è caratterizzato per senso di responsabilità istituzionale, ma si è irrimediabilmente compromesso. Ma tranquilli:

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Ora almeno la Schlein ha smesso, non foss'altro che per inseguire Conte...

osserva il prof Travaglio. Già: Giuseppe Conte è il suo primo classe, è notoriamente il cocco del professor Travaglio.

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