Oggi Marco Travaglio è salito in cattedra per impartire una lezione di politica al Campo largo.
Il titolo della sua lectio magistralis, riassunta nel suo consueto editoriale di prima pagina sul Fatto Quotidiano, potrebbe essere "Come si fa opposizione".
Per il prof Travaglio, le uniche forze politiche che realmente la fanno al Governo Meloni sono il suo beneamato Movimento Cinque Stelle e, bontà sua, Avs. Insomma, i puri e duri della compagnia del Campo largo.
Gli altri, da Renzi a Calenda, ma soprattutto gli altri intesi come i riformisti del Pd che si distinguono dalla linea Schlein, sono inesorabilmente bocciati: scendono a patti col nemico. A cominciare dal decreto armi all'Ucraina pronto a essere votato in parlamento.
Quindi: di cosa parliamo?
Il professor Travaglio non sa più come mettere sulla buona strada i "guerrafondai dell'opposizione" che, a suo giudizio, tradiscono la Patria due volte: prima di tutto perché dicono sì alle armi. E poi perché non evidenziano le spaccature che sul tema patisce la maggioranza.
E insomma: mettetevi comodi e seguite il ragionamento del professor Travaglio:
Attenzione già su questo passo della lectio. Sottolineate: "La scemenza di pretendere coesione tra le opposizioni". Eh già. Perché sono proprio scemi questi italiani che vorrebbero un'alternativa di governo seria, capace di garantire una linea politica univoca in un settore determinante come quello della politica estera...
E comunque: a parte questa "scemenza" magistralmente rilevata, il professor Travaglio avvisa:
Eh?! Che ne dite? Fila il discorso?
Travaglio punterebbe tutto su Vannacci e Borghi, i due malpancisti della Lega che, al di là delle chiacchiere, si appresta a votare compatta l'ottavo pacchetto aiuti all'Ucraina del Governo Meloni.
Ma tant'è: per l'esimio, una parte del centrosinistra dovrebbe rinnegare i suoi principi sulla difesa delle democrazie liberali, votare come Giuseppe Conte così, come per magia, aprirebbe la strada per Palazzo Chigi!
Non c'è che dire: il professor Travaglio è un fine politologo. Lo dimostra anche nel 2026 appena iniziato.
E comunque: le lezioni odierne impartite dal professor Travaglio non finiscono qui.
A questo punto, anche se dalla cattedra più alta e prestigiosa di politologia, il prof Travaglio perde un po' le staffe perché ricorda che ci sono anche quelli che parlano di questo:
Insomma, come si fa a fare politica, a fare opposizione, con questi ciucci che magari pensano all'interesse del Paese cercando delle convergenze con la maggioranza sulle cose concrete che impattano sui cittadini prima ancora del loro tornaconto personale?
Meno male che il professor Travaglio ha modo di consolarsi con Elly Schlein. La segretaria del Pd raggiunge la sufficienza con questa motivazione:
E giù a ricordare le bicamerali con Berlusconi (perché, evidentemente, per la dottrina-Travaglio, le riforme costituzionali si fanno a colpi di maggioranza). O, vade retro Satana, i governi di unità nazionale, anche se sono scaturiti perché l'Italia è una Repubblica parlamentare, le maggioranza, quindi, si fanno in parlamento, e le urne non avevano indicato un vincitore preciso quando si è ricorso a Monti, Letta e Draghi.
Ma tant'è: in questi casi, il Pd non si è caratterizzato per senso di responsabilità istituzionale, ma si è irrimediabilmente compromesso. Ma tranquilli:
osserva il prof Travaglio. Già: Giuseppe Conte è il suo primo classe, è notoriamente il cocco del professor Travaglio.
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