A chi gli ha fatto notare sul Giornale che quest'anno la notte di Capodanno in piazza Duomo, a Milano, si è risolta senza incidenti e con l'area svuotata già alle due, Vittorio Feltri ha fatto presente che non si può cantare vittoria:
ha ammonito il direttore.
Quest'anno, in tutt'Italia, il bollettino di Capodanno ha fatto segnare un morto e circa 500 feriti.
A Milano, però, in piazza Duomo, dove negli anni scorsi si erano consumate delle violenze che avevano fatto molto discutere anche la politica, non è accaduto nulla di particolarmente spiacevole.
Sta di fatto che questa cosa non ha fatto stappare alcuna bottiglia di champagne al milanese adottivo Vittorio Feltri. Il perché è presto detto:
Questo, tanto più che la sicurezza non è stata mica garantita a costo zero...
Ma tant'è: per rendere normale una piazza, ormai la si deve trattare come una zona di guerra, questa è l'amara riflessione di Feltri.
Nemmeno il dato che alle due di notte la piazza fosse vuota, secondo il direttore Feltri, rappresenta una bella notizia:
Secondo Feltri, insomma, "se gli italiani non scendono più in Duomo a Capodanno, non è per stanchezza, ma per prudenza...".
Feltri, infine, ha affrontato il caso dei maranza, i gruppi di giovanissimi spesso immigrati di seconda generazione che negli anni scorsi si sono resi protagonisti di vandalismi e violenze:
Insomma: per Feltri, se vittoria si può considerare un Capodanno senza tragedie, è una vittoria di Pirro.
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