Dopo New York, anche un'altra capitale dell'Occidente, Roma, potrebbe ben presto vedere giurare sul Corano il suo sindaco.
È l'allarme fatto scattare oggi da Francesco Giubilei sulle pagine del Giornale.
Ma perché tanta preoccupazione? Beh, la risposta a questa domanda è presto detta: perché a Roma si sta già costituendo un partito islamico. Si chiama MuRo 27. La sigla sta a significare Musulmani per Roma 2027, l'anno in cui nella capitale si tornerà a votare per il Campidoglio.
L'Italia è una Repubblica laica. Fortunatamente, gli eletti non giurano formalmente su alcun testo sacro.
Ma la questione che oggi solleva Francesco Giubilei sul Giornale è più profonda.
Secondo la sua analisi, infatti, presto, anche in Italia, potremo essere amministrati o governati da persone che basano i propri principi, i propri stili di vita sulla religione islamica, l'unica delle tre grandi religioni monoteiste che non ha mai celebrato una vera e propria separazione dalla vita politica, civile e sociale.
Insomma, per dirla con Giubilei, il Corano è pur sempre il libro della Sharia, la cosiddetta legge che i fedeli devono rispettare nella loro vita di tutti i giorni. E a New York si è segnato quasi un punto di non ritorno:
ha osservato Giubilei.
La città, vale a dire, dell'attentato alle Torri Gemelle.
Ma Giubilei è preoccupato non solo per questo: il nuovo primo cittadino della Grande Mela ha sovvertito una vecchia tradizione della politica americana, quella che vede gli eletti giurare sulla Bibbia, testo simbolo della "religione civile" Usa.
Francesco Giubilei lo dice senza tanti fronzoli: c'è il rischio che l'Occidente si sottometta alla cultura islamica.
Mamdani che giura sul Corano non rappresenta solo una questione giuridica, "ma sociale e culturale che riguarda tutto l'Occidente e perciò anche l'Italia".
Il punto, allora, per Giubilei, è questo:
Eppure, c'è il pericolo che anche in Italia ben presto ci sia un sindaco che giura sul Corano:
Insomma, i musulmani italiani bussano alla porta "scommettendo su demografia e sulla crescita dei musulmani in Italia nei prossimi anni".
Ma non solo: l'allarme che lancia Giubilei è che potrebbero contare anche sull'aiuto della sinistra che, "come Melenchon in Francia o Corbyn in Gran Bretagna, pensa di utilizzare il voto islamico per i propri fini elettorali finendo però per essere utilizzata dagli stessi islamici per ottenere ruoli o risultati politici".
Il Giornale, quindi, avverte: dopo la Grande Mela, il prossimo boccone indigesto potrebbe toccare a noi:
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