03 Jan, 2026 - 16:42

Anche a Roma il prossimo sindaco giurerà sul Corano? Perché è scattato l'allarme

Anche a Roma il prossimo sindaco giurerà sul Corano? Perché è scattato l'allarme

Dopo New York, anche un'altra capitale dell'Occidente, Roma, potrebbe ben presto vedere giurare sul Corano il suo sindaco.

È l'allarme fatto scattare oggi da Francesco Giubilei sulle pagine del Giornale.

Ma perché tanta preoccupazione? Beh, la risposta a questa domanda è presto detta: perché a Roma si sta già costituendo un partito islamico. Si chiama MuRo 27. La sigla sta a significare Musulmani per Roma 2027, l'anno in cui nella capitale si tornerà a votare per il Campidoglio.

L'allarme per il prossimo sindaco di Roma e il Corano

L'Italia è una Repubblica laica. Fortunatamente, gli eletti non giurano formalmente su alcun testo sacro.

Ma la questione che oggi solleva Francesco Giubilei sul Giornale è più profonda.

Secondo la sua analisi, infatti, presto, anche in Italia, potremo essere amministrati o governati da persone che basano i propri principi, i propri stili di vita sulla religione islamica, l'unica delle tre grandi religioni monoteiste che non ha mai celebrato una vera e propria separazione dalla vita politica, civile e sociale.

Insomma, per dirla con Giubilei, il Corano è pur sempre il libro della Sharia, la cosiddetta legge che i fedeli devono rispettare nella loro vita di tutti i giorni. E a New York si è segnato quasi un punto di non ritorno:

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Mamdani non è né il primo sindaco musulmano di una grande città occidentale né il primo a giurare sul Corano, ma la sua scelta rappresenta per varie motivazioni un punto di svolta

ha osservato Giubilei.

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Prima di lui, già a Londra, Rotterdam e altre città olandesi erano stati eletti primi cittadini islamici mentre il ministro dell'Interno britannico laburista, Shabana Mahmood, ha giurato sul Corano dichiarando l'Islam è ciò che mi guida in tutto. Ma Mamdani ha fatto un ulteriore passo poiché New York è la città dell'11 settembre...

La città, vale a dire, dell'attentato alle Torri Gemelle.

Ma Giubilei è preoccupato non solo per questo: il nuovo primo cittadino della Grande Mela ha sovvertito una vecchia tradizione della politica americana, quella che vede gli eletti giurare sulla Bibbia, testo simbolo della "religione civile" Usa.

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Per questo è lecito chiedersi come un libro in cui si predica la Sharia possa coniugarsi con i principi costituzionali americani. Non si tratta solo di un tema giuridico, ma sociale e culturale che riguarda tutto l'Occidente e perciò anche l'Italia

L'Occidente che rischia di sottomettersi all'Islam

Francesco Giubilei lo dice senza tanti fronzoli: c'è il rischio che l'Occidente si sottometta alla cultura islamica.

Mamdani che giura sul Corano non rappresenta solo una questione giuridica, "ma sociale e culturale che riguarda tutto l'Occidente e perciò anche l'Italia".

Il punto, allora, per Giubilei, è questo:

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I principi della legge coranica sono inconciliabili con i nostri valori di libertà e con il rispetto di alcuni diritti che riteniamo basilari

Eppure, c'è il pericolo che anche in Italia ben presto ci sia un sindaco che giura sul Corano:

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Già lo scorso anno, a Monfalcone, si è presentato alle elezioni un partito islamico (per ora con scarsi risultati) e a Roma per le prossime amministrative è stata annunciata la nascita del partito MuRo 27 - Musulmani per Roma 2027...

Insomma, i musulmani italiani bussano alla porta "scommettendo su demografia e sulla crescita dei musulmani in Italia nei prossimi anni".

Ma non solo: l'allarme che lancia Giubilei è che potrebbero contare anche sull'aiuto della sinistra che, "come Melenchon in Francia o Corbyn in Gran Bretagna, pensa di utilizzare il voto islamico per i propri fini elettorali finendo però per essere utilizzata dagli stessi islamici per ottenere ruoli o risultati politici".

Il Giornale, quindi, avverte: dopo la Grande Mela, il prossimo boccone indigesto potrebbe toccare a noi:

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È la sottomissione dell'Occidente  
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