Vittorio Feltri è preoccupato per il gesto del neo sindaco di New York di giurare sul Corano. Non in quanto Mamdani è un credente. Ma perché il libro sacro dei musulmani non prevede la separazione netta tra religione e vita sociale.
Il direttore l'ha spiegato oggi rispondendo a un lettore del Giornale nella sua rubrica.
Il punto della questione per il direttore Feltri è questo:
Per Feltri è proprio questo che consente a tutti di credere o di non credere, in libertà.
Ora: è vero che negli Stati Uniti c'è una tradizione diversa dalla nostra. In America, gli eletti sono soliti giurare sulla Bibbia. Ma questa usanza non è del tutto condivisa dal direttore:
La differenza è proprio che nei Paesi islamici non esistono Costituzioni nel senso occidentale del termine:
Per Vittorio Feltri, quindi, molto meglio la tradizione italiana che vede gli eletti giurare sulla Costituzione. Il perché è presto detto: rappresenta il patto civile che unisce tutti, credenti e non credenti:
Ma il fatto che nel mondo occidentale sempre più spesso eletti musulmani scelgano di giurare sul Corano "è un segnale che preoccupa":
Feltri, a tal proposito, però, specifica:
Come dire: per il direttore, ha un fondamento che gli eletti giurino. Basta che lo facciano su un fondamento comune come nella nostra tradizione:
La massima da trarre, allora, è che "la fede non ha bisogno di giuramenti pubblici per essere autentica. Lo Stato, invece, ha bisogno di regole chiare per restare libero".
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