06 Jan, 2026 - 11:20

Vittorio Feltri agli eletti alla Mamdani: "Giurare va bene, ma non sul Corano"

  Vittorio Feltri agli eletti alla Mamdani: "Giurare va bene, ma non sul Corano"

Vittorio Feltri è preoccupato per il gesto del neo sindaco di New York di giurare sul Corano. Non in quanto Mamdani è un credente. Ma perché il libro sacro dei musulmani non prevede la separazione netta tra religione e vita sociale.

Il direttore l'ha spiegato oggi rispondendo a un lettore del Giornale nella sua rubrica.

Feltri contro Ramdani: "Ecco perché è preoccupante giurare sul Corano"

Il punto della questione per il direttore Feltri è questo:

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Uno Stato di diritto, soprattutto uno Stato occidentale moderno, è, e deve restare, laico. La laicità non è ostilità verso la religione, ma il contrario: è la garanzia che nessuna fede venga imposta, privilegiata o trasformata in criterio di governo

Per Feltri è proprio questo che consente a tutti di credere o di non credere, in libertà.

Ora: è vero che negli Stati Uniti c'è una tradizione diversa dalla nostra. In America, gli eletti sono soliti giurare sulla Bibbia. Ma questa usanza non è del tutto condivisa dal direttore:

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Quando un rappresentante delle istituzioni occidentali sceglie di giurare su un testo religioso che, nei Paesi in cui è legge, sostituisce la Costituzione, il gesto smette di essere neutro. Diventa un messaggio. E i messaggi, in politica, contano

La differenza è proprio che nei Paesi islamici non esistono Costituzioni nel senso occidentale del termine:

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La legge coincide con il testo sacro. È dunque legittimo domandarsi, senza accusare, ma senza neppure chiudere gli occhi, quale sia il significato simbolico di quel gesto...

Meglio la tradizione italiana

Per Vittorio Feltri, quindi, molto meglio la tradizione italiana che vede gli eletti giurare sulla Costituzione. Il perché è presto detto: rappresenta il patto civile che unisce tutti, credenti e non credenti:

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È il fondamento della convivenza, non della fede

Ma il fatto che nel mondo occidentale sempre più spesso eletti musulmani scelgano di giurare sul Corano "è un segnale che preoccupa":

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La separazione tra Dio e Cesare nasce qui, non altrove. Ed è proprio questa separazione ad aver reso possibile la libertà. Quando vedo avanzare, anche simbolicamente, un'idea opposta, quella in cui religione e legge tendono a coincidere, non posso non interrogarmi

Feltri, a tal proposito, però, specifica:

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Non per paura dell'altro, ma per difesa di ciò che siamo

Come dire: per il direttore, ha un fondamento che gli eletti giurino. Basta che lo facciano su un fondamento comune come nella nostra tradizione:

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E quel fondamento, in uno Stato laico, non può che essere la Costituzione, la legge, il patto civile

La massima da trarre, allora, è che "la fede non ha bisogno di giuramenti pubblici per essere autentica. Lo Stato, invece, ha bisogno di regole chiare per restare libero". 

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