Tommaso Cerno si difende a spada tratta dagli attacchi che gli arrivano dal mondo Cinque Stelle per aver svelato una fonte di Report.
La trasmissione di Sigfrido Ranucci rimane il fortino da difendere a tutti i costi per la pattuglia del presidente Giuseppe Conte.
Ma Cerno non ne ha fatta passare una, come si dice. Anche se l'ha accusata di dossieraggio.
Cerno contro i Cinque Stelle sul caso Report
Ma cosa ha scritto Cerno di preciso per difendersi dagli attacchi del Movimento Cinque Stelle?
Non c'è da stupirsi. È bastato pubblicare uno scoop su Sua Maestà Report, decine di nomi di magistrati, imprenditori, politici finiti nei dossier di un consulente della trasmissione di Sigfrido Ranucci, in pratica fare un'inchiesta giornalistica vera, per finire sotto attacco politico di tutta l'armata rossa guidata dal Movimento Cinque...
In effetti, il tenore degli attacchi sembra riportare il Movimento alle sue origini, quando, sotto la guida dell'allora "Elevato" Beppe Grillo, attaccava a testa bassa in maniera politicamente scorretta tutti e tutto. Oggi, per questo Cerno li chiama così:
Quelli che la stampa è libera solo se è la loro. D'altra parte, cosa aspettarsi da chi paragona Maduro ad Aldo Moro mentre il popolo venezuelano esulta nelle piazze, o da chi imbratta l'Italia di manifesti di odio contro gli ebrei per difendere il regime dei terroristi di Hamas, fiancheggiare l'ayatollah Khamenei e spiegarci che tutto il male sta negli Stati Uniti, nelle democrazie dove il popolo sceglie un governo che a loro non piace, come l'Italia di Giorgia Meloni?
La difesa del lavoro del suo Giornale
Tommaso Cerno tiene in ogni caso a difendere il lavoro del suo Giornale:
Non smetterà di fare inchieste, ma alzerà la voce per dire no al bavaglio rosso, per respingere con l'informazione le minacce, le intimidazioni rivolte ai nostri giornalisti e al nostro editore, la famiglia Angelucci, le querele temerarie che arrivano da quella sinistra che predica democrazia e promuove censura
La promessa di Cerno, quindi, è questa:
L'attacco al Giornale fondato da Indro Montanelli, che fu gambizzato per le sue idee, e guidato per anni da Alessandro Sallusti che per la libertà di espressione fu arrestato in redazione, sarà respinto con il diritto di cronaca e di critica. Vi prometto oggi che non abbasseremo la testa