L'omicidio del capotreno Alessandro Ambrosio ad opera di Marin Jelenic, un cittadino croato di 36 anni su cui già pendeva un ordine di allontanamento dall'Italia, è vissuto da Vittorio Feltri come una vera e propria sconfitta dello Stato.
Il direttore ha spiegato perché oggi, nella sua rubrica sul Giornale.
Come è stato possibile? Questa è la domanda che tormenta tantissimi italiani una volta venuti a conoscenza dell'atroce morte del 34enne Alessandro Ambrosio.
Feltri una risposta ce l'ha:
Questa volta, è toccato a un ragazzo di soli 34 anni mentre faceva il suo mestiere, al capotreno Alessandro Ambrosio.
Eppure, l'uomo che l'ha ucciso "si sapeva che era irregolare, si sapeva che era aggressivo. E si sapeva anche che aveva precedenti per porto d'armi da taglio e condotte violente":
Il sarcasmo di Feltri mette il dito nella piaga:
Nel caso in esame, un primo coltello gli era già stato sequestrato. Ma che ci vuole a comprarne un altro? Si chiede il direttore.
Per Feltri, quindi, la responsabilità di quanto accaduto è da ricercare nel corpo molle dello Stato, quello della burocrazia:
Come dire: per Feltri, si è trasformata la sicurezza pubblica in un gioco dell'oca.
Per questo, la soluzione che propone Vittorio Feltri è tranchant:
La priorità che Feltri segnala è che non può certo rimanere a piede libero come capitato a Marin Jelenic:
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