Mastica amaro Marco Travaglio dopo l'assoluzione di Chiara Ferragni per il cosiddetto Pandoro Gate.
Il proscioglimento dell'influencer più famosa d'Italia, a parere del direttore del Fatto, "conferma che non c'è bisogno di separare le carriere per trovare giudici che contraddicono i pm".
Ma il punto, al di là del tema al centro del prossimo referendum, è anche un altro:
Insomma: Chiara Ferragni se l'è cavata solo grazie a un regalo della "casta".
Il succo è questo: Chiara Ferragni, per Travaglio, in fondo, è colpevole perché nel 2022, all'epoca dei fatti del Pandoro Gate, il reato di cui è stata accusata esisteva eccome.
Se ora può festeggiare lo scampato pericolo, lo deve all'attuale ministro della Giustizia Carlo Nordio, il quale, il 30 dicembre 2022, con un dl attuativo della legge delega Cartabia, "cambiò le regole del gioco a partita in corso":
A leggere Travaglio, c'è già tutta una casistica di leggi e leggine che salvano i colpevoli, spesso ricchi e famosi:
Ma i trucchetti non finiscono qui, per il direttore del Fatto:
Nella lista, sempre per Travaglio, c'è da aggiungere la causa di non punibilità della "particolare tenuità del fatto", la "messa alla prova" (come quella di "John Elkann che ha dovuto restituire al Fisco 175 milioni di euro"), la "riparazione del danno" (come quella di "Piero Fassino al duty free") e l'ultima che ha in mente Nordio che "riesuma la modica quantità di tangenti già di moda per minimizzare le bustarelle Fiat e Fininvest con relativi falsi in bilancio":
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