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Il mondo della musica italiana piange la scomparsa di Tony Dallara, l'ultimo grande "urlatore", che si è spent
all'età di 89 anni a Milano il 16 gennaio 2026. Protagonista indiscusso di una stagione rivoluzionaria, Dallara ha rappresentato la rottura con la melodia tradizionale del dopoguerra, introducendo un'energia nuova che ha aperto la strada a giganti come Mina e Celentano.
La sua voce potente e il suo stile viscerale resteranno per sempre legati a successi immortali che hanno cambiato il gusto di un'intera generazione.
La morte di Tony Dallara, all'anagrafe Antonio Lardera, non è arrivata come un fulmine a ciel sereno, ma è l'epilogo di un percorso segnato da una salute estremamente fragile. Negli ultimi anni, le condizioni del cantante si erano progressivamente aggravate, costringendolo a diradare drasticamente le apparizioni pubbliche.
Il punto di rottura più drammatico risale a circa due anni fa, quando un grave malore portò l'artista a un lunghissimo ricovero in terapia intensiva. Durante quel periodo, Dallara affrontò un coma durato ben due mesi, un episodio clinico critico che aveva destato profonda preoccupazione in tutta Italia.
Nonostante la tempra eccezionale gli avesse permesso di risvegliarsi, il recupero non fu mai completo. Il cantante si trovò a convivere con pesanti difficoltà motorie e una fragilità generale che richiedeva cure costanti e l'assistenza amorevole della moglie Patrizia.
Nonostante il parziale miglioramento che lo aveva riportato anche sul piccolo schermo, un nuovo e improvviso peggioramento delle sue funzioni vitali è risultato fatale nelle ultime ore del 16 gennaio, chiudendo definitivamente la parabola terrena di un uomo che ha fatto dell'energia vocale la sua bandiera.
Nonostante le sofferenze fisiche, Tony Dallara non aveva mai spento la luce della sua passione artistica. Uno dei momenti più toccanti della sua fase finale di vita è avvenuto nel gennaio del 2024, quando decise di tornare come ospite a "Domenica In", accolto dall'amica di sempre Mara Venier.
Quell'apparizione televisiva resta oggi come un testamento spirituale e artistico: visibilmente provato dai postumi del coma e dalle difficoltà nel muoversi, Dallara non si era tirato indietro di fronte alla richiesta di cantare.
Con una forza di volontà straordinaria, si era alzato dallo sgabello per intonare dal vivo i suoi brani più celebri, tra cui Romantica e Come prima. Quell'esibizione, carica di dignità e sofferenza, aveva portato la conduttrice Mara Venier a scoppiare in lacrime in diretta, costringendola a interrompere momentaneamente la trasmissione per l'emozione.
Tony, con la sua consueta umiltà, aveva parlato di "piccoli problemini" di salute, ma la realtà di un uomo che aveva sconfitto la morte clinica per tornare a cantare era evidente a tutti. Quel momento di pura televisione ha rappresentato l'ultimo grande abbraccio tra il "re degli urlatori" e la sua vasta platea di fan, prima che la malattia prendesse definitivamente il sopravvento nel gennaio del 2026.
Romantica è lo storico brano che trionfò al Festival di Sanremo 1960, interpretato da Renato Rascel, anche compositore della musica, e Tony Dallara. Nonostante le due versioni fossero stilisticamente opposte - sussurrata quella di Rascel, "urlata" quella di Dallara - la canzone ottenne un successo straordinario, dominando le classifiche per settimane.
Il brano rappresentò l'Italia all'Eurovision Song Contest dello stesso anno e fu al centro di una disputa per presunto plagio, vinta da Rascel. Amata dal pubblico nonostante alcune critiche, vanta numerose cover internazionali, tra cui la celebre versione francese di Dalida.
Infine, lanciato nel 1957 da Tony Dallara, Come prima è un pilastro della musica leggera italiana. Rifiutato inizialmente da Sanremo, il brano vendette 300mila copie, dominando le classifiche. Il suo stile, ispirato ai Platters, consacrò Dallara tra gli "urlatori". Vanta numerose cover internazionali, incluse quelle di Dalida e Domenico Modugno.
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