È una scomparsa avvenuta in pieno giorno quella di Carlo Colombo, ammiraglio in pensione di 74 anni, di cui si sono perse le tracce nel 1997 a Nusco, in provincia di Avellino.
L’uomo si trovava in paese insieme ad alcuni familiari quando si è allontanato improvvisamente, senza più essere ritrovato.
Nonostante le ricerche attivate nelle ore successive, non è stato possibile ricostruire con precisione cosa sia accaduto dopo l’allontanamento.
A distanza di anni, il caso resta senza elementi risolutivi e continua a essere ricordato tra le scomparse avvenute in contesti urbani e in pieno giorno.
Il 12 agosto Carlo Colombo si trovava ai giardinetti pubblici del paese insieme al figlio Marco, alla nipote e al consuocero.
Intorno alle 12.30 il gruppo si fermò davanti alla vetrina di un negozio di giocattoli, nelle immediate vicinanze dei giardini pubblici.
In quel momento l’uomo si allontanò senza che i familiari se ne accorgessero. Quando il figlio si voltò per cercarlo, Carlo non era più nei dintorni.
Nei giorni successivi, i familiari ricevettero la segnalazione secondo cui Carlo sarebbe stato visto circa un’ora dopo la scomparsa nei pressi di una casa cantoniera situata vicino al paese.
Secondo quanto riferito, l’uomo avrebbe detto di non sentirsi bene, di essersi perso e di ricordare di vivere in una casa fuori dal centro abitato.
Questa segnalazione non portò però a un ritrovamento né a ulteriori elementi utili per ricostruire i suoi spostamenti.
Al momento della scomparsa Carlo Colombo indossava una camicia blu, un maglione giallo, pantaloni color sabbia e scarpe coordinate.
Presentava inoltre un segno distintivo importante: l’assenza dell’ultima falange del dito anulare della mano sinistra, elemento che avrebbe potuto facilitarne l’identificazione.
Nel corso degli anni non sono emerse segnalazioni attendibili né elementi concreti utili a chiarire cosa sia accaduto dopo l’allontanamento.

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