18 Jan, 2026 - 18:05

Groenlandia, l’opposizione all’attacco: da Calenda a Pd e Avs, ecco di cosa accusano Meloni

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Le dichiarazioni rilasciate in queste ore dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni da Seul, in merito all'annuncio dei dazi Usa contro i Paesi Ue che hanno inviato o invieranno militari in Groenlandia nell'ambito della missione Ue, hanno acceso lo scontro politico in Italia. 

Tutte le principali forze di opposizione contestano la linea della presidente del Consiglio, accusandola di ambiguità, mancanza di orgoglio nazionale e di una pericolosa subalternità agli Stati Uniti, proprio mentre l’Europa è chiamata a difendere l’integrità territoriale di uno Stato membro e a rispondere alle pressioni commerciali di Washington.

Dazi Trump, Calenda a Meloni: “Orgoglio nazionale lasciato alla campagna elettorale”

Carlo Calenda attacca frontalmente la premier, affidando ai social e a un video una critica durissima.

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“In risposta alla minaccia di dazi di Trump, Meloni parla di 'incomprensioni' fra le due sponde dell’Atlantico. Ma seriamente? Sovranismo e orgoglio nazionale lo avete lasciato alla campagna elettorale?”.

Il leader di Azione insiste sul tema dei dazi e della reazione europea:

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La risposta di un continente che si vuol far rispettare dovrebbe essere: 'Ok, mettici i dazi, te li rimettiamo anche noi'. La presidente del Consiglio ha invece detto che è stata una incomprensione. Trump non ha capito. Non era una cosa per difendere la Groenlandia dagli americani ma dai cinesi e dai russi che però al momento con la Groenlandia non c'entrano nulla.”

E conclude con un appello ironico e politico insieme:

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Ecco Meloni facciamo un po' i sovranisti, un po' di orgoglio nazionale, un po' di dignità nazionale quella di cui avete parlato nei campi Hobbit allo sfinimento. Insomma, facciamo 'una cosa de destra'. Rispondiamo a Trump come si deve.

Groenlandia, Schlein: "Ci saremmo aspettati una presa di posizione netta"

Dal Partito democratico arriva una critica articolata che coinvolge sia la segretaria Elly Schlein sia il capogruppo in commissione Politiche europee Piero De Luca.

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“La politica estera di un grande paese come l’Italia non può ridursi all’attesa e all’interpretazione di quello che dirà o farà Donald Trump. I nodi stanno venendo al pettine, anche per Giorgia Meloni. Ci saremmo aspettati una presa di posizione netta: la Groenlandia non si tocca, non si vende e non si compra, difendiamo l’integrità territoriale di uno Stato membro dell’Unione europea,

afferma Schlein. La segretaria dem allarga lo sguardo alla crisi dell’alleanza transatlantica:

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Qui non si tratta solo di condividere o non condividere le dichiarazioni del Presidente Usa, si tratta di capire e decidere cosa fare di fronte alla più grave crisi nella alleanza transatlantica dalla sua fondazione. Certo, se scegli di legittimare Trump quando agisce fuori da ogni regola violando il diritto internazionale, come ha fatto Meloni, poi fatichi a difenderti delle minacce quando ti riguardano.

E avverte sul rischio di isolamento europeo:

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Oggi l’intero continente europeo sta subendo la volontà di potenza trumpiana sulla Groenlandia. E per la prima volta l’Italia appare politicamente incapace di esprimire una vera solidarietà europea. Se la tua unica ambizione è essere il governo più trumpiano d’Europa è inevitabile scivolare nella marginalità ed entrare in contraddizione con il resto dell’Unione.

Sulla stessa linea Piero De Luca:

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“Ancora una volta la Premier Meloni manifesta la propria inadeguatezza, confermando la totale subalternità al suo amico Trump. Non ha detto una parola netta di condanna rispetto alle minacce militari e politiche rivolte alla Groenlandia.

Il deputato dem sottolinea anche il tema dei dazi e dell’unità europea:

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Oggi addirittura si è spinta ad una interpretazione autentica del pensiero e delle intenzioni del Presidente Usa, parlando di un problema di comunicazione o comprensione. Gli interessi del nostro Paese e dell'Ue anche rispetto ad un partner si garantiscono mantenendo e rafforzando l'unità dell'azione europea. Continuare a fare la portavoce di Trump rende solo marginale ed irrilevante l'Italia oltre ad indebolire l'intera Europa”.

Bonelli (AVS): "Questa non è de-escalation: è complicità"

Ancora più dura la posizione di Alleanza Verdi e Sinistra, con gli interventi di Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni.

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Giorgia Meloni applica due pesi e due misure sulla Groenlandia: non condanna la minaccia di annessione, neppure quando viene evocato l’uso della forza militare, e non chiede il ritiro delle tariffe, 

dichiara Bonelli.

Secondo il leader di Europa Verde si tratta di una scelta politica precisa:

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È una scelta politica chiara: coprire Trump e accettare una logica di ricatto nei confronti dell’Europa. Per Meloni l’Italia è il 51° stato degli Stati Uniti. Di fronte a un ricatto commerciale e a una pressione geopolitica senza precedenti, il governo italiano sceglie la linea dell’ambiguità.

E aggiunge:

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“L’Artico non viene trattato come un ecosistema vitale da proteggere, ma come una miniera da spartire e un’area da militarizzare. Questa non è de-escalation: è complicità. È l’allineamento dell’Italia a una strategia che non guarda al futuro del pianeta, ma solo agli interessi fossili e militari.

Nicola Fratoianni attacca infine il contesto politico più ampio:

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Oggi da Seul la presidente del Consiglio Meloni, evidentemente in grande imbarazzo, non trova di meglio che giustificare le arroganti mire e le stupidaggini di Trump sulla Groenlandia.
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