La tragedia di Capodanno alla discoteca "Le Constellation" di Crans Montana in Svizzera, in cui hanno perso la vita 40 giovani - sei dei quali italiani - ha riacceso i riflettori sul tema della sicurezza nei locali di intrattenimento e nei pubblici esercizi e ha riportato al centro del dibattito la necessità di non abbassare la guardia.
Controlli troppo spesso carenti, protocolli di sicurezza ignorati e superficialità mettono ogni sera a rischio la vita di avventori e dipendenti.
All'indomani della tragedia in Svizzera, il governo italiano aveva annunciato l'intenzione di intensificare i controlli nei locali e nei luoghi di intrattenimento e nella giornata di ieri il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, ha emanato una direttiva che va in questa direzione.
Il giro di vite predisposto dal Viminale interesserà discoteche, night club e pubblici esercizio. L’obiettivo è evitare che tragedie simili possano verificarsi anche nel nostro Paese.
La direttiva è stata firmata lunedì 19 gennaio dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, ed è indirizzata ai prefetti, ai commissari del Governo per le province di Trento e Bolzano, al presidente della Giunta regionale della Valle d’Aosta, al capo della Polizia e al capo del dipartimento dei vigili del fuoco.
Un coinvolgimento ampio, che testimonia la volontà di agire in modo coordinato e sistemico.
Nel documento si sottolinea che:
Si legge nel documento firmato dal capo del Viminale, Matteo Piantedosi.
La direttiva prevede la convocazione di specifiche riunioni dei Comitati provinciali per l’ordine e la sicurezza pubblica, con la presenza dei comandanti provinciali dei vigili del fuoco e la partecipazione delle associazioni di categoria dei pubblici esercenti e dei referenti dell’Ispettorato del Lavoro.
L’obiettivo è effettuare un’analisi puntuale del contesto territoriale e impartire “puntuali indicazioni” per intensificare i controlli, verificando il rispetto della normativa e contrastando eventuali forme di esercizio abusivo.
Particolare attenzione dovrà essere rivolta ai locali già autorizzati, attraverso verifiche mirate a constatare la "perdurante, piena corrispondenza tra le condizioni che hanno portato al rilascio del titolo abilitativo e quelle di effettivo esercizio".
I primi effetti della linea dura voluta dal Viminale si sono già visti nei giorni scorsi. A Roma, uno dei locali storici della movida capitolina, il Piper, è stato chiuso a seguito di controlli che hanno fatto emergere criticità sul piano della sicurezza e del rispetto delle prescrizioni.
Il locale di via Tagliamento è stato sottoposto a sequestro preventivo, nell'ambito della campagna di controlli sulla sicurezza della movida scattati in tutta Italia dopo la strage di Capodanno a Crans-Montana.
Il sequestro dovrà essere convalidato dall'autorità giudiziaria. All'interno, la polizia avrebbe riscontrato modifiche strutturali, rischi sotto il profilo dell'evacuazione, assenza di certificazioni e un numero di persone presenti più alto rispetto al consentito.
Le forze dell’ordine e i vigili del fuoco hanno intensificato le ispezioni soprattutto nei fine settimana, quando il flusso di persone aumenta e i rischi potenziali diventano più elevati. L’attenzione si concentra su capienza, vie di fuga, impianti antincendio e rispetto delle autorizzazioni, elementi che possono fare la differenza tra una serata di divertimento e una tragedia.
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