20 Jan, 2026 - 10:52

Referendum sulla giustizia, Travaglio corre in soccorso di Alessandro Barbero: "Di Pietro ha battuto la testa"

Referendum sulla giustizia, Travaglio corre in soccorso di Alessandro Barbero: "Di Pietro ha battuto la testa"

Alessandro Barbero può anche incantare le folle anti-occidentaliste da divulgatore storico, ma non è certo un esperto del mondo della magistratura.

O quantomeno, anche in questo caso, vede le cose a modo suo, con gli occhi politicizzati di chi è vicino al Movimento Cinque Stelle.

Così, nella polemica con Antonio Di Pietro sul prossimo referendum sulla giustizia, aveva bisogno della mano di un amico. 

E chi poteva soccorrerlo se non il direttore del Fatto Quotidiano Marco Travaglio, testimonial del fronte del no alla riforma Nordio? 

Travaglio con Barbero e contro Di Pietro: "Ha battuto la testa"

Riassunto delle puntate precedenti: Alessandro Barbero ha postato un video in cui prende posizione contro la riforma Nordio azionando il solito allarme fascismo. Antonio Di Pietro, l'ex pm di Mani Pulite schierato per il sì alla riforma, gli ha risposto che evidentemente non l'ha letta per ricavarne quei giudizi. 

Oggi, allora, scende in campo Marco Travaglio, paladino maximo del fronte che vuole bocciare la riforma Nordio sebbene in passato si sia schierato a favore del sorteggio per i componenti del Csm. E lo fa a modo suo:

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L'impeccabile video di Alessandro Barbero per il No al referendum ha mandato ai matti Antonio Di Pietro, forse geloso perché Barbero dice della separazione delle carriere ciò che Di Pietro ha detto per oltre 30 anni, prima di battere la testa. E cioè che è il primo passo verso la sottoposizione del pm al governo...

Cosa che, in realtà, non sta scritta da nessuna parte nella riforma Nordio. 

Ma tant'è: Travaglio ha un modo tutto suo di vedere le cose. Uguale a quello di Barbero:

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Secondo Di Pietro, Barbero non ha letto la riforma. In realtà, l'ha letta e l'ha pure capita, mentre Di Pietro l'ha letta ma non l'ha capita, o finge di non capirla. Eppure, gli basterebbe ricordare come divenne pm: diversamente da quasi tutti i migliori pm, non veniva dall'Ufficio Istruzione, ma dalla Polizia. Però, alla sezione di polizia giudiziaria, era stato educato dai pm all'imparzialità: a cercare la verità, non ad accusare chiunque pur di fare statistica...

Questo è un punto su cui il direttore del Fatto Quotidiano batte molto. Ma di cui pure non si trova traccia nella riforma Nordio in quanto è solo una sua ipotesi:

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Il danno peggiore per i cittadini non è nel testo della riforma. È nella testa dei futuri pm che non verranno più educati a essere imparziali come i giudici, ma a diventare - come li chiama Nordio - avvocati dell'accusa. Cioè portavoce delle forze di polizia

Il motivo per cui Travaglio è contro la riforma Nordio

Per questa ragione, quindi, Marco Travaglio si schiera contro la riforma Nordio. Il suo ragionamento è questo: se i pm saranno "portavoce delle forze di polizia" e queste ultime "dipendono gerarchicamente dal governo", la frittata sarà fatta. E dunque:

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Nella visione perversa dei separatisti, il processo non sarà più uno strumento per ricostruire il fatto-reato, ma un match fra due squadre (accusa e difesa) davanti a un arbitro (il giudice)

E per Travaglio, anziché cercare la verità come fa oggi, il pm, "come il poliziotto che gli fornisce le notizie di reato e gli indizi, baderà ad accusare e a ottenere più arresti, rinvii a giudizio e condanne possibile, senza porsi il problema di chi è colpevole e chi è innocente. Così come il difensore bada a far assolvere più clienti possibile, e se sono colpevoli tanto meglio...":

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Ci conviene un pm così?

Per Travaglio, ad oggi, "il pm è il primo difensore dell'indagato e, se scopre che non è stato lui o non ha indizi sufficienti, chiede di archiviarlo, proscioglierlo o assolverlo..."

Di Pietro, per Travaglio, lo dovrebbe sapere. Come ha dimostrato Barbero.

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