23 Jan, 2026 - 13:37

Nomine di primavera, la partita su Leonardo entra nel vivo. Tutti i nomi in pista. Con qualche sorpresa

Nomine di primavera, la partita su Leonardo entra nel vivo. Tutti i nomi in pista. Con qualche sorpresa

La tornata di nomine primaverili si annuncia come una delle più delicate degli ultimi anni e coinvolge anche Leonardo, il colosso italiano dell’aerospazio e della difesa. Ad aprile scade infatti il mandato del presidente Stefano Pontecorvo e, come da tradizione, si è già messa in moto la macchina dei retroscena, delle candidature e degli equilibri politici. Una partita complessa, dove si intrecciano interessi industriali, rapporti internazionali e pesi interni alla maggioranza di governo.
In questo scenario prende forma una rosa di nomi che mescola profili istituzionali, politici e tecnici, con una possibile sorpresa destinata a far discutere.


Cossiga jr tra i favoriti: il profilo che piace a Crosetto


Tra i candidati più accreditati c’è Giuseppe Cossiga, figlio dell’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga. Nato nel 1963 e laureato in Ingegneria aeronautica, Cossiga jr può contare su un curriculum che combina esperienza politica e competenze nel settore della difesa.
Ex parlamentare di Forza Italia e sottosegretario alla Difesa nel governo Berlusconi IV, nel 2012 ha aderito a Fratelli d’Italia, che oggi rappresenta il suo principale sponsor nella corsa alla presidenza di Leonardo. Dal 2017 è direttore delle relazioni istituzionali di Mbda, il gruppo missilistico europeo partecipato da Airbus, BAE Systems e dalla stessa Leonardo. Nel 2022 ha inoltre raccolto il testimone di Guido Crosetto alla guida dell’Aiad, la federazione delle aziende italiane dell’aerospazio, difesa e sicurezza.
Un profilo che, non a caso, non dispiacerebbe al ministro della Difesa.


Forza Italia e gli altri nomi in campo


Forza Italia prova a giocare la carta di Stefano Cuzzilla, attuale presidente di Trenitalia. Tuttavia le sue possibilità appaiono limitate: il partito di Berlusconi difficilmente potrà permettersi un’ulteriore casella strategica, considerando il peso già esercitato con la presidenza di Paolo Scaroni all’Enel.
Nella rosa compare anche Andrea De Gennaro, attuale comandante generale della Guardia di Finanza, il cui mandato scade a maggio. Le sue quotazioni sono in crescita, anche se la prospettiva di occupare la poltrona già ricoperta dal fratello Gianni De Gennaro tra il 2013 e il 2020 solleva più di una perplessità sul piano dell’opportunità istituzionale.
Infine il nome a sorpresa: il generale Francesco Paolo Figliuolo, già commissario straordinario per l’emergenza Covid e per la ricostruzione post-alluvione in Emilia-Romagna, Toscana e Marche. Un jolly che piace per il profilo operativo, ma che divide sul fronte politico.


Spunta una donna: il ritorno ciclico del nome di Belloni


Fin qui i profili più noti. Ma nei palazzi romani torna a circolare anche il nome di Elisabetta Belloni. Una candidatura che rappresenterebbe una novità storica per Leonardo e che riemerge puntualmente ogni volta che si apre una partita su una poltrona strategica, come già accaduto in passato per Eni.
Diplomatica di lungo corso, ex direttrice del DIS e figura di peso nei dossier di sicurezza nazionale. Belloni porta con sé un bagaglio di competenze difficilmente contestabile. Leonardo oggi opera nel cuore delle tensioni geopolitiche globali: guerre, equilibri Nato, rapporti tra Unione europea e Stati Uniti. La presidenza non è un ruolo puramente rappresentativo, ma richiede una gestione attenta di relazioni industriali e politiche estremamente sensibili.

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