05 Feb, 2026 - 11:50

Travaglio spiega perché, in vista del referendum, i sondaggi certificano la rimonta del No

Travaglio spiega perché, in vista del referendum, i sondaggi certificano la rimonta del No

I sondaggi danno il fronte del No in gran recupero rispetto al Sì al referendum sulla riforma della giustizia targata Carlo Nordio. E Marco Travaglio, una spiegazione, per questa remuntada, ce l'ha:

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È una partita ad armi impari: la campagna per il No la fanno anche quelli del Sì

scrive oggi il direttore del Fatto Quotidiano riferendosi ai commenti post fatti di Torino: in particolare, alle decisioni del tribunale di liberare gli arrestati dalle forze dell'ordine per gli scontri contro la polizia.

Travaglio spiega la rimonta del No

E comunque: al fronte del No alla riforma Nordio piace vincere facile, sostiene Travaglio:

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Quando questo governo scadrà o cadrà, non avremo ancora risolto il dilemma che ci attanaglia da quando è nato: ma ci sono o ci fanno? È raro trovare, nel mondo reale, un così alto concentrato di imbecillità e autolesionismo

Questa veemente accusa del direttore deriva dal fatto che il centrodestra e chi sta al governo "devono convincere gli italiani a votare Sì per separare le carriere ed evitare che i giudici diano sempre ragione ai pm in quanto colleghi". Ma, di fatto, fanno l'opposto:

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Si incazzano appena un giudice dà torto a un collega pm

I casi di cortocircuito

Per Travaglio, l'attualità politica è ricca di spunti per esemplificare questo cortocircuito. C'è il caso Garlasco, ad esempio:

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Chiunque abbia un grano di sale in zucca si domanda: ma se Stasi è stato indagato da un pm, arrestato da un gip, assolto da un gup e da tre giudici d'Appello, poi la sentenza è stata annullata da cinque giudici di Cassazione e trasformata in condanna da altri tre giudici d'Appello e cinque di Cassazione, ora altri pm indagano su Sempio e sul pm precedente per ribaltare la sentenza irrevocabile, che senso ha separare le carriere e i Csm triplicando costi e posti?

Come dire: per Travaglio, nel mondo della giustizia, già c'è tutto e il contrario di tutto, già è rarissimo che due giudici la pensino uguale. Che bisogno c'è di rischiare di ampliare queste divergenze con la separazione delle carriere? 

Nel frattempo, che Governo e centrodestra vadano in tilt lo dimostra anche il caso Askatasuna.

Le dichiarazioni autolesionistiche del centrodestra su Askatasuna

Per Travaglio, non si può essere per il Sì alla riforma Nordio e contemporaneamente criticare le scelte del tribunale di Torino di non confermare le misure restrittive nei confronti di chi è accusato dei disordini di Torino:

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Parlano della gip di Torino che ha disposto gli arresti domiciliari per un manifestante e l'obbligo di firma in caserma per altri due. Nessuno dei tre è l'aggressore col martello, ancora da identificare. E, come sempre ci ricordano lorsignori quando un indagato è del loro giro, sono presunti innocenti e non vanno arrestati fino a condanna definitiva. Eppure i pm avevano chiesto il carcere per tutti e tre...

Insomma: "chi vuole separare le carriere dovrebbe stare alla larga dal caso Askatasuna, per non darsi la zappa sui piedi", sostiene Travaglio.

Ma, da Salvini a Gasparri, si è levato tutto un coro di vergogna per commentare le decisioni del tribunale di Torino:

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Poi si meravigliano se nei sondaggi il No ha raggiunto il Sì
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