Pierluigi Bersani è alla disperata ricerca della destra liberale e l'altro giorno ha postato sui suoi canali social un tabellone con i ritardi dei treni.
Sono due cose che cozzano, che non possono stare insieme, secondo il direttore del Tempo Daniele Capezzone.
Il perché è presto detto: quelli a cui si riferiva l'ex segretario del Pd non erano ritardi normali, ma disservizi dovuti a dei veri e propri sabotaggi studiati a tavolino dagli antagonisti che nei giorni scorsi hanno sfilato a Milano per protestare contro le Olimpiadi.
Ma cosa ha scritto Bersani sui suoi social da scatenare Capezzone?
Un "semplice" saluto dalla stazione di Rimini, ma con la fotografia del tabellone delle partenze in cui venivano riportati tutti i ritardi
Per il direttore del Tempo, null'altro che una provocazione:
Mentre Bersani punta il dito contro il ministro dei Trasporti Matteo Salvini, quindi, Capezzone rivolge tutta la sua attenzione verso il mondo dell'estrema sinistra.
Ciò che, secondo il direttore del Tempo, Bersani non ha capito è che il sistema Italia deve fronteggiare una deriva di alcune frange dell'estrema sinistra che non esitano a utilizzare la violenza:
Per Capezzone, tutto si tiene per mano: le manifestazioni Pro Pal che già nei mesi scorsi si sono distinte per l'antisemitismo e la violenza non solo dei loro slogan; i blitz nelle aule universitarie nelle quali è stato impedito di parlare a persone, come Emanuele Fiano, che avevano idee "non allineate" su Israele; i pestaggi ai poliziotti di chi è sceso in piazza a Torino a favore del centro sociale Askatasuna...
In questo contesto, per Capezzone, il dl Sicurezza appena approvato dal governo è ottimo. Ma non basta.
Tanto più per questo, allora, Bersani si è dimostrato, agli occhi di Capezzone, completamente fuori strada con il post dei ritardi dei treni da Rimini:
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