10 Feb, 2026 - 14:00

"Traditore", "Re Mida al contrario": scontro senza filtri tra Calenda e Vannacci. Ecco cosa si sono detti in diretta tv

"Traditore", "Re Mida al contrario": scontro senza filtri tra Calenda e Vannacci. Ecco cosa si sono detti in diretta tv

Botta e risposta al vetriolo tra il generale Roberto Vannacci e il leader di Azione, Carlo Calenda, nella puntata di oggi - 10 febbraio 2026 - della trasmissione L’aria che tira su La7.

Al centro del dibattito, il conflitto in Ucraina e il sostegno militare dell’Europa a Kiev, tema di grande attualità in Italia, dove domani alla Camera si voterà sul Decreto Ucraina, il sesto provvedimento in materia del governo Meloni.

Il partito Futuro Nazionale, guidato dal generale Roberto Vannacci, ha già annunciato l’intenzione di votare no e ha presentato una serie di ordini del giorno in cui si chiede al governo di impegnarsi a non inviare più armi e aiuti militari all’Ucraina creadno forti tensioni nel centrodestra.

Durante la trasmissione, il dibattito è stato scandito da due collegamenti in esterna: Roberto Vannacci da Bruxelles e Carlo Calenda da Roma, che hanno dato vita a uno scontro verbale diretto, acceso e senza filtri.

Vannacci a Calenda: “Re Mida al contrario, se vuol combattere prenda lo zaino e vada”

Il generale Vannacci ha replicato a Calenda, definendolo “Re Mida al contrario” e invitandolo provocatoriamente a recarsi in Ucraina per combattere. Il leader di Futuro Nazionale ha chiarito di non essere filo-russo, ma di sentirsi “pro Italia e pro Europa”, criticando l’impatto economico della guerra sulle famiglie europee e giudicando strategicamente inefficace l’invio di armi.

virgolette
Non sono assolutamente pro Putin o pro Russia, io sono pro Italia e pro Europa e siccome le spese di questa guerra, oltre a pagarle l’Ucraina le paga l’Europa a tutto tondo, anche con l'invio di soldi, ritengo che questi soldi e queste armi siano inopportune.

Ha detto il generale che poi ha sottolineato come, a suo avviso, il sostegno militare prolungato non abbia portato vantaggi concreti né a livello strategico né diplomatico, e che le spese ricadano sulle famiglie europee.

virgolette
La guerra in Ucraina l’esito è ormai stabilito. Sono 4 anni che noi continuiamo con questa strategia che non ha dato nessun risultato. Se Calenda vuol combattere, bene, prenda lo zaino e vada a combattere.

Ha concluso con l'affondo al leader di Azione.

Calenda replica durissimo: “E' il patriota di Putin. E come tale è un traditore della Patria."

Immediata e durissima la risposta di Carlo Calenda, che ha attaccato Vannacci, accusandolo di non comprendere cosa significhi difendere il proprio Paese e di tradire i valori che dovrebbero appartenere a chi ha servito nelle Forze armate.

virgolette
Vannacci, ti abbiamo pagato lo stipendio per anni per difendere l’Italia, la cosa che stanno facendo gli ucraini dalla Russia. Uno che non capisce questo vuol dire che gli abbiamo dato un sacco di soldi a vanvera. Gli ucraini non chiedono a nessuno di andare a combattere per loro, chiedono di avere le armi per combattere per noi. Quindi quando ne parla ne parli con rispetto, perché hanno un senso della patria che lei, dopo tutte le ca**ate su patria e onore, dimostra di non avere. Lei è il patriota di Putin. E come tale è un traditore della patria.

Calenda ha poi rincarato la dose in un post sul suo profilo X, sottolineando come le posizioni di Vannacci rispecchino, a suo dire, la propaganda russa:

virgolette
Vannacci ripete a pappardella ogni elemento della propaganda putiniana. Perfino ‘Calenda vacci te al fronte’. E menomale che è stato un nostro generale, lautamente pagato per difendere il Paese per anni… se ci fosse stato lui al posto degli ucraini, avremmo avuto i russi già a Roma.

Lo scontro politico sul sostegno all’Ucraina scuote il governo e il Parlamento

Lo scontro tra Vannacci e Calenda riflette tensioni più ampie nel dibattito politico italiano.

Da una parte il governo Meloni, favorevole al sostegno continuativo a Kiev; dall’altra, partiti come Futuro Nazionale e alcune forze del centrosinistra, che sollevano dubbi sull’efficacia strategica e sui costi economici dell’intervento militare.

Il voto di domani rappresenta un banco di prova per le alleanze parlamentari, ma anche per l’orientamento politico dell’opinione pubblica, divisa tra solidarietà verso l’Ucraina e preoccupazioni per le ricadute economiche sul Paese.

 

LEGGI ANCHE
LASCIA UN COMMENTO

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.
I campi obbligatori sono contrassegnati con *

Sto inviando il commento...