10 Feb, 2026 - 14:19

Franco Iules Franceschini scomparso da Portomaggiore: l’ultima traccia tra Italia e Francia

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Franco Iules Franceschini scomparso da Portomaggiore: l’ultima traccia tra Italia e Francia

Ci sono scomparse che si consumano nel silenzio, senza un momento preciso in cui tutto cambia, ma attraverso piccoli segnali che, solo col tempo, acquistano un peso diverso.

È il caso di Franco Iules Franceschini, sparito all’inizio degli anni Ottanta dopo un periodo personale particolarmente complesso.

Originario di Portomaggiore, in provincia di Ferrara, Franco viveva con i genitori.

La sua scomparsa non è legata a un singolo evento improvviso, ma si inserisce in una fase della sua vita segnata da isolamento, difficoltà personali e progressivo distacco dai familiari.

A distanza di oltre quarant’anni, restano solo pochi elementi certi e molte domande rimaste senza risposta.

Il rientro dal militare e il cambiamento comportamentale

Secondo il racconto dei familiari, Franco era cambiato profondamente dopo il servizio militare.

La sorella ha ricordato come il giovane avesse iniziato a manifestare segnali di forte disagio, con difficoltà a dormire e racconti legati a presunte voci che lo chiamavano durante la notte.

Per un periodo aveva vissuto nell’appartamento della sorella, dove aveva iniziato un percorso di cure.

Dopo circa tre mesi, però, aveva deciso di interrompere quel percorso e di tornare a vivere con i genitori.

All’apparenza sembrava più tranquillo, ma con il passare del tempo era diventato sempre più chiuso e taciturno.

Un cambiamento che, col senno di poi, viene oggi letto dai familiari come un possibile campanello d’allarme.

L’allontanamento da casa e la segnalazione dalla Francia

Nel corso del 1982, quando aveva trent’anni, Franco si allontanò da casa senza fornire indicazioni precise sulla sua destinazione. Nei primi tempi non arrivarono notizie.

Circa tre mesi dopo, però, arrivò una segnalazione dalla Francia. Il giovane si era presentato in un bar di Marsiglia, gestito da una donna di origine algerina, in condizioni fisiche precarie.

Fu proprio la titolare del locale a convincerlo a fornire il numero dei genitori, permettendo così ai familiari di localizzarlo. I parenti raggiunsero immediatamente la città francese nel tentativo di riportarlo a casa.

Franco, tuttavia, rifiutò di rientrare. Disse che si sarebbe fatto sentire in futuro, ma preferì restare lontano dalla famiglia.

Gli ultimi contatti 

Dopo quell’episodio, Franco rimase in contatto con la sorella per circa due mesi. Poi, improvvisamente, ogni comunicazione si interruppe.

Secondo quanto raccontato dalla donna che gestiva il bar di Marsiglia, il giovane aveva trascorso diversi mesi in zona, vivendo in condizioni precarie.

Dormiva spesso nella propria auto, una 128 Coupé, parcheggiata davanti al locale, e faceva un uso frequente di alcol.

La donna lo aveva considerato quasi parte della famiglia, ma un giorno Franco si allontanò senza lasciare indicazioni. Non tornò più e non fu mai più visto nella zona.

Un’assenza lunga decenni e le domande ancora aperte

Nel corso degli anni non sono emerse segnalazioni certe o riscontri verificabili. Non risultano contatti con familiari, amici o conoscenti.

I genitori, ormai anziani, non hanno mai smesso di chiedersi che cosa sia accaduto al figlio. La loro è una storia comune a molte famiglie di persone scomparse: il tempo passa, ma le domande restano sospese.

Che Franco abbia deciso di ricominciare altrove, oppure che sia accaduto qualcosa lungo il suo percorso, è qualcosa che non è mai stato chiarito.

La sua storia resta una di quelle scomparse silenziose che, nonostante il trascorrere degli anni, continuano a lasciare ferite aperte.

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