È una vicenda che continua a lasciare interrogativi profondi quella di Hiuan Abraha, medico di 42 anni scomparsa da Imola la mattina della vigilia di Natale del 2009.
Un caso che ha colpito non solo la famiglia, ma anche l’ambiente sanitario e il mondo del volontariato locale, dove la donna era molto conosciuta.
Hiuan lavorava nel servizio di raccolta sangue dell’Avis di Imola ed era considerata un punto di riferimento sia dai colleghi sia dai donatori abituali
. Persona descritta come disponibile, comunicativa e professionalmente solida, non aveva mostrato segnali evidenti di disagio nei giorni precedenti alla scomparsa.
La mattina del 24 dicembre 2009 è uscita di casa all’alba. Da quel momento, di lei non si è più avuta alcuna notizia certa.
Secondo quanto ricostruito, Hiuan si sarebbe allontanata a piedi dalla propria abitazione intorno alle 5:30 del mattino, lasciando nella casa dove viveva con il marito e il figlio di sette anni una routine apparentemente normale.
L’orario particolarmente precoce ha reso da subito difficile comprendere le ragioni dell’uscita. Non risultano appuntamenti fissati né impegni lavorativi programmati in quella fascia oraria.
La scomparsa ha sorpreso profondamente chi la conosceva: nei giorni precedenti, infatti, la donna aveva ricevuto la notizia di un ampliamento delle sue mansioni lavorative, circostanza vissuta come un riconoscimento professionale e personale.
Uno degli elementi più inquietanti emersi nelle ore successive riguarda il ritrovamento della giacca rossa della donna lungo l’argine del fiume Santerno.
Questo dettaglio ha fatto temere immediatamente un possibile epilogo tragico. Tuttavia, nonostante le ricerche effettuate nella zona e lungo il corso del fiume, il corpo non è mai stato ritrovato.
L’assenza di ulteriori tracce materiali ha lasciato aperte più ipotesi investigative, senza che nessuna potesse essere confermata in modo definitivo.
Nel contesto lavorativo, Hiuan era considerata un vero pilastro. Il rapporto con donatori, pazienti e personale sanitario era descritto come molto positivo.
Il suo carattere aperto e la capacità di creare relazioni avevano reso la sua presenza particolarmente significativa all’interno della struttura in cui operava.
Anche per questo, la sua improvvisa scomparsa è stata percepita come qualcosa di completamente inatteso e difficile da spiegare.
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