Mettiamola così: nel 2015, Marco Travaglio diede alle stampe "Slurp, dizionario delle lingue italiane: lecchini, cortigiani e penne alla bava al servizio dei potenti che ci hanno rovinati". E meno male, per il direttore del Fatto Quotidiano, che il referendum sulla Giustizia si tiene solamente adesso.
Il perché è presto detto: oggi, il Fatto ha in prima pagina una super intervista al Procuratore capo di Napoli Nicola Gratteri che avrebbe meritato di sicuro una citazione in quel libro.
Trattasi di intervista scendiletto per la quale addirittura si sono mobilitati in sei: il direttore Marco Travaglio, la vicedirettrice Maddalena Oliva e i giornalisti Antonio Massari, Liana Milella, Valeria Pacelli e Giuseppe Pipitole. Insieme, hanno riempito due pagine di "slurp".
Ma, quel che è più grave secondo i sostenitori del sì alla riforma Nordio, due pagine basate su fake news, su assunti che in realtà nulla hanno a che vedere con ciò che sarà sottoposto al giudizio degli italiani il 22 e il 23 marzo prossimi.
Il primo assunto con il quale Nicola Gratteri spiega il motivo per cui voterà No al prossimo referendum sulla riforma della Giustizia viene spiegato dal Procuratore Capo di Napoli rispondendo alla domanda "quale effetto avrà questa riforma sui cittadini"?
Ergo, per Gratteri
E insomma: un saggio di terrorismo psicologico basato sul nulla. Come quando si ipotizza la sottomissione dei pm all'esecutivo o che quest'ultimo si trasformerà in una sorta di "super poliziotto", altri ritornelli cari a quelli che contrastano la riforma Nordio.
Così la pensa Gian Domenico Caiazza, già presidente dell'Unione Camere Penali Italiane e ora a capo del Comitato della Fondazione Luigi Einaudi per il Sì alla separazione delle carriere dei magistrati:
Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.
I campi obbligatori sono contrassegnati con *