11 Feb, 2026 - 17:00

Perché Patrick Zaki è diventato un idolo della sinistra Pro Pal: cosa farà domenica

Perché Patrick Zaki è diventato un idolo della sinistra Pro Pal: cosa farà domenica

Patrick Zaki, l'attivista egiziano naturalizzato italiano e simbolo dei diritti umani, sarà protagonista domenica 15 febbraio 2026 al centro sociale Lambretta di Milano in un'iniziativa pro Marwan Barghouti, leader palestinese detenuto in Israele.

L'evento, intitolato “Marwan Barghouti: detenzione politica e campagna per la liberazione”, raduna i movimenti pro-Palestina in un contesto di crescenti tensioni geopolitiche.

Zaki, nel mondo della sinistra radicale, sta emergendo come testimonial chiave della campagna "Free Marwan Barghouti".

Perché domenica Patrick Zaki sarà la guest star dell'iniziativa dei Pro Pal a Milano

Domenica prossima, il centro sociale Lambretta nel quartiere Corvetto di Milano ospiterà un dibattito sul caso di Marwan Barghouti, con Patrick Zaki come ospite d'onore.

Il Lambretta, noto per le sue attività antagoniste e campagne filo-palestinesi, diventa il palcoscenico per raccogliere fondi e sensibilizzare sulla scarcerazione di Barghouti, condannato a cinque ergastoli in Israele per aver guidato attentati durante la Seconda Intifada tramite la Brigata dei Martiri di al-Aqsa, gruppo terroristico riconosciuto tale sia dall'Unioine Europea che dagli Stati Uniti.

Zaki, reduce da recenti apparizioni in eventi pro-Gaza come la Global Sumud Flotilla, userà la sua visibilità per spingere la "campagna Free Marwan", in un clima di polemiche con la destra italiana che lo accusa di propaganda radicale.

L'iniziativa milanese, in ogni caso, si inserisce in una serie di azioni della sinistra pro-Palestina, con Zaki indicato come possibile volto della nuova Flotilla che salperà alla volta di Gaza in primavera.

Oltre al dibattito, al Lambretta, sono previsti cortometraggi e raccolte fondi, il che rende l'evento un importante banco di prova per le strategie comunicative dei movimenti antagonisti milanesi.

Perché Zaki è diventato un beniamino dell'estrema sinistra italiana

Patrick Zaki è stato arrestato il 7 febbraio 2020 al Cairo con accuse di sovversione, propaganda terroristica e minaccia alla sicurezza nazionale, legate a post su Facebook e al suo lavoro con l'Egyptian Initiative for Personal Rights (EIPR).

Torturato con percosse e scariche elettriche nelle prime ore, ha scontato oltre due anni in detenzione preventiva, diventando simbolo di Amnesty International e della mobilitazione italiana per i diritti umani.

La sua scarcerazione, nel dicembre 2021 e la condanna a tre anni (con pena sospesa) nel 2023, lo hanno trasformato in un'icona, con il Parlamento europeo e quello italiano che hanno proposto per lui uno status speciale con la cittadinanza italiana.

Fatto sta che Zaki non ha mai ringraziato il governo Meloni per avergli salvato la vota.

E l'estrema sinistra italiana ora l'ha adottato per la sua militanza pro-Palestina.

Del resto, Zaki si definisce "di sinistra", difende i civili di Gaza e partecipa a incontri, dibattiti e iniziative nei centri sociali e nelle università occupate.

La sua vicinanza a figure come quelle della Flotilla lo rende un vero e proprio beniamino dei Pro Pal radicali.

Ora, a tutto questo, c'è anche da sommare la sua lotta a favore di Barghouti, l'ergastolano che per la sinistra può essere il volto politico della nuova Palestina post-Hamas.

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