11 Feb, 2026 - 17:00

Dl Ucraina, Vannacci vota la fiducia al governo: sì strategico per restare nella maggioranza? Sinistra all'attacco

Dl Ucraina, Vannacci vota la fiducia al governo: sì strategico per restare nella maggioranza? Sinistra all'attacco

Indipendentemente da quello che sarà il voto finale sul provvedimento sull'Ucraina, la scelta di Roberto Vannacci e dei suoi tre deputati di votare a favore della fiducia al governo sul decreto è una scelta con un chiaro significato politico: voler restare nel perimetro della maggioranza di centrodestra. 

Il primo voto alla Camera sul decreto per il rinnovo degli aiuti militari a Kiev, quello sulla questione di fiducia posta ieri dal governo, si è concluso con il parere favorevole del Parlamento come ampiamente previsto. A sorprendere, tuttavia, è che tra i 207 sì incassati dal governo ci sono anche i tre voti favorevoli dei tre deputati vannacciani: Sasso, Ziello e Pozzolo. 

Il voto positivo era stato anticipato pochi minuti prima dallo stesso generale che interpellato da AdnKronos aveva chiarito:

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 Voteremo a favore della fiducia perché questo voto non è nel merito del provvedimento sul quale rimaniamo contrari, ma serve per delimitare un perimetro politico funzionale a permettere ai partiti di scegliere dove collocarsi e un partito di Destra come Futuro Nazionale sa bene dove stare.

Più chiaro di così sarebbe stato impossibile da spiegare. 

Dopo votando sì alla fiducia, Vannacci ha chiarito di voler restare nel perimetro del governo. Un messaggio che è arrivato chiaro al centrosinistra che ha immediatamente sottolineato la portata politica dell'apertura di Futuro Nazionale all'esecutivo. 

Fiducia al decreto Ucraina: i tre voti vannacciani che sorprendono l’Aula

Se la votazione sulla fiducia ha riservato delle sorprese, difficilmente sarà così anche per il voto finale di approvazione del provvedimento, alla luce delle dichiarazioni di fuoco degli ultimi giorni dei vannacciani e alla luce delle parole dello stesso generale. 

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Manterremo i nostri ordini del giorno che contengono l’impegno ad interrompere le forniture di armi, a favore dell’esercito di Zelensky e voteremo, altresì, contro nel voto finale,

ha chiarito Vannacci che ha anche preso le distanze dalle posizioni della sinistra:

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Non ci prestiamo ai giochini di chi vorrebbe addossarci l’etichetta di essere insieme ai Bonelli, Fratoianni, Renzi, Conte e Schlein di turno, ma, al contempo, non rinunciamo alla nostra identità.

Ricordiamo che Futuro Nazionale ha presentato tre odg al decreto in cui si chiede all'esecutivo Meloni un impegno a "interrompere immediatamente tutte le forniture di mezzi e materiali militari destinate alle autorità governative dell'Ucraina".

Il centrosinistra attacca, Magi (+Eu): “I putiniani entrano in maggioranza”

Nel centrosinistra non si sono fatte attendere i commenti tutti volti ad evidenziare il dato politico del voto di fiducia dei vannacciani. Per Riccardo Magi (+Europa) e Osvaldo Napoli (Azione), con il voto di oggi i "putiniani entrano in maggioranza".

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“Come avevo previsto ieri, il giochetto parlamentare di porre la fiducia sul decreto Ucraina ha consentito ai vannacciani di votare no al provvedimento ma di votare a favore della fiducia al governo Meloni. In pratica, hanno lasciato una porta aperta all’ingresso dei putiniani in maggioranza,

ha dichiarato Magi che poi ha denunciato:

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Da oggi in maggioranza c’è chi si distingue e vota contro al sostegno all’Ucraina, che è un tema cruciale per la politica estera di un Paese.

Per l'esponente del partito di Calenda, Osvaldo Napoli:

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Con il sì alla fiducia dei tre deputati di Vannacci non è sbagliato affermare che da oggi Vladimir Putin entra formalmente nella maggioranza di centrodestra. A Vannacci piace fare il fenomeno e ci è riuscito molto bene votando la fiducia a un governo da lui sempre criticato per la posizione assunta sulla guerra in Ucraina. Meloni non lo considera ancora un problema, ma farà bene a non sottovalutare il fatto che a lei arrivano i voti di un tre deputati dichiaratamente filo-putiniani.

"Si sono ridefiniti i parametri in maggioranza. Giorgia Meloni deve farci capire se sono cambiati i parametri di questa maggioranza."

E', infine, il commento del deputato del Pd, Peppe Provenzano.

Rizzo (DSP) all’attacco: “Una mossa tafazziana, pessimo spettacolo”

Per il coordinatore nazionale di Democrazia sovrana e popolare, Marco Rizzo, da Futuro Nazionale è arrivato un pessimo spettacolo. 

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Siamo alle comiche. È tutta una finzione, un pessimo spettacolo. Se si dice, giustamente, di essere contro l’invio delle armi in Ucraina, quando il Governo mette su questo tema la fiducia, si vota contro (la fiducia). Cosa che non fanno i suoi tre deputati, che votano addirittura a favore. Spiace davvero. Non si possono prendere in giro gli italiani. 

Secondo Rizzo è una 'mossa tafazziana' perché i protagonisti erano già parte del centrodestra.

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Vannacci era il vicesegretario della Lega, uno dei partiti fondamentali del centrodestra. Se uno è vicesegretario di un partito e vuole muovere delle critiche, da quella posizione era molto più forte. Qua siamo un po' di fronte a dilettanti allo sbaraglio.

Conclude il coordinatore di DSP.

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