12 Feb, 2026 - 17:53

Unicusano guida la ricerca su apiturismo e competitività delle destinazioni

Unicusano guida la ricerca su apiturismo e competitività delle destinazioni

L’Università Niccolò Cusano consolida il proprio ruolo nel dibattito scientifico internazionale sul turismo sostenibile con la pubblicazione del paper "Beekeeping and Tourism: A Dual-Conditions Framework for Regenerative Tourism", curato da Alessandra Vitale e Marco Valeri (Università Niccolò Cusano) insieme a Shekhar Asthana (Jindal Global University, India).

Il lavoro sarà pubblicato su Tourism Review, prestigioso journal internazionale indicizzato in Web of Science (SSCI) e Scopus, con Impact Factor 2024 pari a 7.9, oltre a essere inserito nella lista dei journal di fascia A Anvur.

Un risultato che testimonia la qualità della ricerca accademica della Cusano e la sua capacità di incidere sui temi chiave del turismo contemporaneo: sostenibilità, innovazione e sviluppo territoriale.

L’articolo analizza le potenzialità del turismo rigenerativo come leva strategica per accrescere la competitività delle destinazioni turistiche, focalizzandosi su un settore esperienziale in forte espansione: l’apiturismo.

Attraverso un innovativo modello teorico, lo studio dimostra che l’incontro tra apicoltura e turismo può generare benefici concreti per ecosistemi, comunità locali e viaggiatori, a condizione che vengano rispettati specifici presupposti.

Il contributo della Cusano: framework innovativo

Il valore aggiunto della ricerca risiede nello sviluppo di un dual condition framework capace di integrare due modelli teorici di riferimento nel campo del destination management: il "6A model of destination competitiveness" di Dimitrios Buhalis (2000) e il "7P Framework of conscious travel" di Anna Pollock (2012).

L’adattamento e l’integrazione di questi modelli consentono di superare un limite spesso presente nella letteratura sul turismo sostenibile: la difficoltà di tradurre i principi teorici in condizioni operative concrete.

Il framework elaborato dai ricercatori della Cusano definisce infatti criteri chiari e misurabili per stabilire quando un’esperienza turistica possa essere considerata realmente rigenerativa.

Secondo lo studio, l’apiturismo può qualificarsi come forma di turismo rigenerativo solo se si verificano simultaneamente tre condizioni fondamentali:

  • Rigenerazione degli ecosistemi e connessione profonda con la natura
  • Presenza di visitatori consapevoli, con motivazioni coerenti con il conscious travel
  • Sviluppo locale delle destinazioni turistiche

La vera innovazione del progetto consiste nell’aver dimostrato che queste condizioni non sono alternative ma cumulative. Se anche solo una viene meno, l’aspetto rigenerativo perde efficacia e l’esperienza rischia di ridursi a semplice consumo turistico tematico.

Questo approccio sistemico rappresenta un contributo significativo alla governance delle destinazioni, offrendo a policy maker, operatori turistici e imprenditori agricoli uno strumento strategico per progettare offerte coerenti con i principi della rigenerazione.

A curare il modello il professor Marco Valeri e la dott.ssa Alessandra Vitale dell'Università Niccolò Cusano in collaborazione con il dott. Shekhar Asthana della Jindal Global University.

Apiturismo: settore in crescita, sostenibilità e competitività

La scelta di concentrarsi sull’apiturismo non è casuale. In Italia, il turismo esperienziale legato al mondo delle api registra un interesse crescente: il 75% dei turisti si dichiara attratto da vacanze basate su esperienze connesse all’apicoltura, alla produzione del miele e alla scoperta degli ecosistemi rurali.

A livello globale, la produzione mondiale di miele supera 1,86 milioni di tonnellate, con la Cina in testa (25% della produzione).

L’Unione Europea rappresenta il secondo produttore mondiale, contribuendo per circa un quinto al totale. L’Italia si distingue per l’elevata qualità e biodiversità, con oltre 60 varietà di miele e una produzione in costante crescita.

In questo scenario, l’apiturismo si configura come un segmento capace di integrare agricoltura, tutela ambientale ed economia esperienziale. Le attività possono includere visite agli apiari, laboratori didattici, degustazioni guidate, percorsi sensoriali, esperienze immersive nella natura e iniziative di educazione ambientale.

Tuttavia, come evidenziato dal paper, non ogni esperienza legata alle api può essere automaticamente definita rigenerativa. Il turismo rigenerativo non si limita a ridurre l’impatto ambientale, ma mira a generare un impatto positivo netto sugli ecosistemi e sulle comunità.

Nel caso dell’apiturismo, ciò significa promuovere pratiche apistiche sostenibili, proteggere la biodiversità, rafforzare le filiere corte e favorire la consapevolezza ecologica dei visitatori.

Le tre condizioni per un turismo realmente rigenerativo

Il framework sviluppato dalla Cusano identifica tre pilastri imprescindibili.

1. Rigenerazione degli ecosistemi

L’apiturismo deve contribuire concretamente alla salute degli ecosistemi locali. Le api svolgono un ruolo fondamentale nell’impollinazione e nel mantenimento della biodiversità.

Integrare attività turistiche con pratiche apistiche responsabili significa sostenere la resilienza ambientale, contrastare il declino degli impollinatori e valorizzare i paesaggi rurali.

2. Consapevolezza e motivazione dei visitatori

Il secondo elemento riguarda la domanda turistica. Il turismo rigenerativo richiede viaggiatori motivati da valori di rispetto, apprendimento e connessione autentica con il territorio.

Senza una reale consapevolezza, l’esperienza rischia di trasformarsi in una semplice attrazione commerciale. Il conscious travel implica partecipazione attiva, educazione ambientale e apertura alla trasformazione personale.

3. Sviluppo locale e benefici per la comunità

Infine, l’apiturismo deve generare ricadute economiche e sociali per la destinazione. Ciò include il coinvolgimento di produttori locali, la creazione di occupazione, la valorizzazione delle tradizioni e il rafforzamento dell’identità territoriale.

Solo attraverso un impatto diffuso e inclusivo il turismo può dirsi realmente rigenerativo.

L’assenza di una sola di queste condizioni compromette l’efficacia complessiva del modello. È questa interdipendenza a rendere il framework uno strumento operativo innovativo.

Un progetto strategico per il futuro del turismo

Il paper dell’Università Niccolò Cusano non si limita a un contributo teorico, ma offre indicazioni concrete per la pianificazione strategica delle destinazioni.

In un contesto in cui la competitività turistica è sempre più legata alla sostenibilità, il turismo rigenerativo rappresenta un paradigma evolutivo capace di integrare performance economica, tutela ambientale e benessere sociale.

La pubblicazione su Tourism Review, journal di fascia A Anvur e punto di riferimento internazionale nel settore, rafforza il posizionamento della Cusano come centro di ricerca attento alle trasformazioni globali e alle esigenze dei territori.

L’apiturismo emerge così non solo come nicchia esperienziale, ma come laboratorio di innovazione per un nuovo modello di sviluppo turistico. Un modello in cui la relazione tra uomo e natura diventa motore di competitività, resilienza e valore condiviso.

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