15 Feb, 2026 - 16:40

"Sistema para-mafioso": cosa ha detto Nordio del Csm che ha fatto infuriare Pd e M5S

"Sistema para-mafioso": cosa ha detto Nordio del Csm che ha fatto infuriare Pd e M5S

Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha scatenato una dura polemica con le sue dichiarazioni sulle correnti del Consiglio Superiore della Magistratura, definite un "sistema para-mafioso", in un'intervista rilasciata il 14 febbraio 2026 ai quotidiani del gruppo Nord-Est Multimedia, come Il Mattino di Padova.

Le sue parole, pronunciate nel contesto della campagna referendaria sulla riforma della giustizia (in votazione il 22-23 marzo), hanno provocato reazioni immediate da Pd e M5S, che le hanno giudicate offensive e inaccettabili. 

La frase del ministro Nordio che ha fatto infuriare Pd e M5S

Nordio ha descritto il meccanismo delle correnti al Csm come un "verminaio correntizio" e un "meccanismo para-mafioso", paragonandolo a un "mercato delle vacche" che condiziona nomine e carriere dei magistrati.

Ha citato lo scandalo Palamara come prova, accusando che "hanno messo il coperchio" dopo le dimissioni di "quattro o cinque disgraziati", senza veri cambiamenti.

Secondo il Guardasigilli, solo il sorteggio dei componenti del Csm, previsto dalla sua riforma sottoposta a referendum, potrebbe spezzare questo sistema autoreferenziale, rendendo l'organo più trasparente e indipendente dalla politica.

Cosa hanno risposto Pd e Movimento Cinque Stelle a Nordio

Elly Schlein, segretaria Pd, ha definito le parole del ministro sul Csm "gravissime" e "inaccettabili" e ha chiesto a Giorgia Meloni di prendere le distanze immediate oltre che le scuse da parte del ministro, poiché offendono la memoria di Falcone, Borsellino, Livatino e Chinnici, magistrati uccisi dalla mafia.

Debora Serracchiani ha parlato di "eversione", mentre Walter Verini ha accusato Nordio di aver "toccato il fondo".

Dal M5S, Giuseppe Conte ha criticato l'accostamento di un sistema "para-mafioso" al Csm dicendo che sporca di fango le istituzioni. Anche lui ha chiesto le scuse per la memoria dei giudici antimafia e ha colto ancora l'occasione per invitare a votare No al referendum per fermare una riforma che "salva i politici dalle inchieste".

I parlamentari M5S in Commissione Giustizia, infine, hanno definito le dichiarazioni un "eversivo rovesciamento della realtà" oltre che una "ferita istituzionale profonda".

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