16 Feb, 2026 - 11:22

Palamara stuzzica Gratteri: "Non è facile essere Capo della Procura di Napoli e frontman del No..."

Palamara stuzzica Gratteri: "Non è facile essere Capo della Procura di Napoli e frontman del No..."

In un'intervista concessa a Libero, sul fronte del referendum sulla Giustizia, scende in campo anche lui: Luca Palamara, l'ex magistrato che, con il libro scritto con Alessandro Sallusti "Il sistema", è stato tra i primi a squarciare il velo di ipocrisia sulle logiche di potere che sottendono il mondo della magistratura.

Tra le altre cose, a Fabio Rubini, Palamara ha detto la sua anche sul caso che sta caratterizzando questa fase della campagna referendaria: quello inerente le parole del Procuratore capo di Napoli Nicola Gratteri che, nei giorni scorsi, ha detto che voteranno No le persone perbene e Sì le persone "permale".

Palamara bacchetta Gratteri: "Non è facile essere Procuratore e frontman del No..."

Il clima attorno al referendum si fa sempre più rovente. La scorsa settimana, prima ancora delle parole di Nordio sul Csm, hanno fatto discutere quelle di Nicola Gratteri che ha diviso il mondo in buoni e cattivi con i primi che voteranno contro la riforma che sarà giudicata dagli italiani con il referendum del 22 e del 23 marzo prossimi.

Libero ha chiesto a Luca Palamara se è giusto che un Procuratore della Repubblica si schieri così apertamente su un referendum. E la sua risposta è stata questa:

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Le parole del Procuratore, successivamente ridimensionate, rivelano un clima di forte tensione. Conciliare il duplice ruolo di Procuratore della Repubblica di un ufficio giudiziario importante come quello di Napoli e di frontman del No non è assolutamente facile...

Con queste parole, Palamara sembra proprio che abbia voluto far partire una stoccata nei confronti di Gratteri allungando l'ombra di un conflitto di interessi o quantomeno di una imparzialità che non può essere garantita se una toga considera in maniera così negativa chi ha solo un'idea contraria alla sua sulla riforma Nordio.

In altre parole: chi si è schierato per il Sì al referendum e contemporaneamente è incappato in qualche indagine del Procuratore può rimanere lo stesso tranquillo?

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Quando si parla di referendum e di scelte ordinamentali, non si può trasformare il confronto in una contrapposizione etica tra chi sarebbe dalla parte della legalità e chi, votando in modo diverso, verrebbe accostato a interessi criminali

La lezione che ricorda Palamara è questa:

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In una democrazia costituzionale il voto è espressione della sovranità popolare. In via generale, un magistrato, soprattutto se ricopre un ruolo apicale, deve valutare con attenzione l'impatto delle proprie dichiarazioni sull'immagine di imparzialità dell'ufficio che rappresenta. Il dibattito può essere anche acceso, ma non dovrebbe mai scivolare nella delegittimazione morale dell'avversario

Un magistrato, del resto, ha il dovere, secondo il codice deontologico, di seguire i canoni di "imparzialità, correttezza, diligenza, laboriosità, riserbo ed equilibrio". Gratteri l'ha fatto? Lo fa?

Palamara sulle parole di Nordio

Sta di fatto che nelle ultime ore ha tenuto banco anche la dichiarazione del ministro Nordio secondo la quale quello che ad oggi governa con il gioco delle correnti politicizzate il Csm è un "sistema para-mafioso".

E anche in questo caso il giudizio di Palamara non può che essere negativo:

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Il linguaggio del ministro è indubbiamente molto forte e risente di un'escalation di toni che negli ultimi mesi ha coinvolto entrambi gli schieramenti. Se una riforma viene descritta come un favore alla mafia o come un tentativo di controllo politico sulla magistratura, è inevitabile che il livello dello scontro salga

Palamara, tuttavia, tende a giustificare Nordio:

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Depurando le parole dagli eccessi retorici, credo che il ministro abbia voluto fotografare un disagio reale. Il punto non è l'iscrizione formale all'Anm, che resta un'associazione legittima e rappresentativa. Il nodo è il peso che, nel tempo, hanno assunto le correnti nell'orientare le scelte del Csm 
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