16 Feb, 2026 - 11:39

Lega, il rebus Zaia: candidato sindaco di Venezia o protagonista alle politiche del 2027?

Lega, il rebus Zaia: candidato sindaco di Venezia o protagonista alle politiche del 2027?

Qual è il futuro politico di Luca Zaia? L’ex governatore del Veneto, oggi presidente del Consiglio regionale, non è stato candidato alle elezioni suppletive che, il 22 e 23 marzo, dovranno assegnare i seggi in Parlamento appartenuti ai leghisti Alberto Stefani, oggi presidente del Veneto, e a Massimo Bitonci, ex sottosegretario al Mise e ora assessore alle Imprese e al Commercio della Regione.

L’ipotesi di un approdo di Zaia a Roma, in Parlamento, era stata ventilata nei mesi scorsi. Così non sarà: il Consiglio federale della Lega ha sciolto la riserva. Alle prossime suppletive, nel collegio di Rovigo correrà il tesoriere del Carroccio, Alberto Di Rubba, fedelissimo del segretario Matteo Salvini; in quello di Padova, invece, sarà candidato Giulio Centeraro, primo dei non eletti della Lega alle ultime regionali.

Ipotesi Venezia: Zaia candidato sindaco?

Escluso, almeno per ora, un futuro politico a Roma, sul tavolo resta l’ipotesi Venezia, il capoluogo di regione che andrà al voto la prossima primavera. Della candidatura di Zaia a sindaco si parla da mesi, ma senza alcuna conferma, né dai partiti né dal diretto interessato.

“Il nostro auspicio è che Zaia entri in campo, la città ne trarrebbe un vantaggio”, ha detto il vicesindaco e segretario provinciale leghista, Sergio Vallotto. “Per il governo, avere Zaia come sindaco sarebbe come avere un ministro in più in termini di peso specifico”, ha sottolineato l’assessore leghista Sebastiano Costalonga.

La discesa in campo di Zaia — ammesso e non concesso che questo sia l’obiettivo politico dell’ex presidente — non dipende però soltanto dalla Lega: il nome per una città strategica come Venezia, che esce da due mandati di amministrazione guidati da Luigi Brugnaro con la sua lista Coraggio Italia, dovrà essere deciso al tavolo di coalizione del centrodestra.

Il peso nella Lega

Il tema del futuro politico di Zaia si intreccia con i rapporti che l’ex Doge mantiene con il segretario del suo partito, Matteo Salvini. Solo pochi giorni fa, nel corso del Consiglio federale del Carroccio, Salvini ha momentaneamente chiuso alla nomina di Zaia come vicesegretario della Lega, incarico rimasto vacante dopo l’uscita di Roberto Vannacci. “Ogni cosa a suo tempo”, ha detto Salvini, accantonando per ora l’ipotesi.

Che le posizioni dei due siano spesso distanti non è un segreto. Zaia è stato tra i primi a chiedere pubblicamente la cacciata di Vannacci dal partito, ritenendolo incompatibile con la Lega. Non solo: è il volto più noto della fronda dei “governatori del Nord” — insieme a Fedriga e Fontana — distante dai toni e dalle battaglie populiste e identitarie di Salvini. Una linea da cui l’ex governatore non ha mai esitato a smarcarsi, pur senza sfidarlo apertamente per la leadership del partito.

La partita di Zaia per il 2027

La posizione unica di Luca Zaia nel panorama politico del centrodestra — tre volte governatore, radicato nella storia della Lega ma collocato su una fascia pragmatica e moderata, capace di attrarre consensi anche dal centro — insieme al radicamento e all’innegabile riconoscibilità, soprattutto in Veneto, rendono la sua figura difficile da archiviare e, allo stesso tempo, da collocare in modo definitivo.

Alcuni osservatori ritengono che, in questa fase, Zaia stia lavorando in vista delle elezioni politiche del 2027, dove potrebbe ritagliarsi un ruolo centrale. Nel frattempo, nonostante non sia più governatore del Veneto da mesi, Zaia continua a giocare un ruolo da protagonista in Veneto. 

La dimostrazione è l’attivismo sul territorio, in particolare nel contesto delle Olimpiadi di Milano-Cortina, che Zaia considera anzitutto frutto del proprio lavoro. Un attivismo e un’onnipresenza mediatica che non sono passati inosservati e che anzi starebbero peraltro mettendo in difficoltà il nuovo governatore, Alberto Stefani, ma che sarebbero funzionali a continuare a far pesare la sua leadership, sia in chiave politica nazionale che all’interno della Lega.

LEGGI ANCHE
LASCIA UN COMMENTO

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.
I campi obbligatori sono contrassegnati con *

Sto inviando il commento...