19 Feb, 2026 - 13:52

Torino, 18 misure cautelari per gli scontri avvenuti tra cortei pro-Palestina e anti Big Tech

Torino, 18 misure cautelari per gli scontri avvenuti tra cortei pro-Palestina e anti Big Tech

La Polizia di Stato di Torino ha eseguito questa mattina diciotto misure cautelari nei confronti di altrettanti antagonisti: 5 arresti domiciliari, 12 obblighi di presentazione quotidiana alla Polizia giudiziaria e un divieto di dimora nel comune di Torino.

Le misure, emesse dal Gip su richiesta della Procura, riguardano 11 uomini e 7 donne. I reati contestati — danneggiamento, violenza privata aggravata, resistenza aggravata e lesioni a pubblico ufficiale — si sono verificati nel corso di sei distinte manifestazioni, dalle proteste pro-Palestina, come quella del 24 settembre, agli eventi della Italian Tech Week, fino al “No Meloni Day” e all’assalto alla redazione de La Stampa.

Diciotto misure cautelari a Torino contro gli antagonisti

La serie di violenze e danneggiamenti che ha portato all’emissione delle misure cautelari inizia il 24 settembre scorso. Durante la manifestazione convocata a Torino a sostegno della Global Sumud Flotilla, un gruppo di circa 700 manifestanti si stacca dal corteo principale per dirigersi verso la stazione ferroviaria di Porta Susa, forzando gli accessi e bloccando i binari per un’ora e venti minuti, causando lo stop alla circolazione ferroviaria.

Il 2 ottobre, invece, circa 30 attivisti riescono a tagliare la recinzione perimetrale dell’aeroporto “Sandro Pertini” di Caselle, provocando la sospensione dei voli per circa 30 minuti.

Gli scontri alla Italian Tech Week

Il tentativo di blocco dell’aeroporto di Caselle rappresenta solo il primo episodio della giornata del 2 ottobre. In quei giorni, infatti, Torino ospita un evento di rilevanza internazionale: la Italian Tech Week. Tra gli ospiti del forum, organizzato da John Elkann, ci sono il fondatore di Amazon Jeff Bezos, i vertici di Leonardo, la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen e numerosi venture capital.

In sostanza, ci sono tutti i giganti del Big Tech, contestati non solo per il crescente potere degli algoritmi sulle società e sulle democrazie, ma anche per il supporto tecnologico fornito all’esercito israeliano nel genocidio a Gaza.

La sera del 2 ottobre, mentre un corteo di circa 10.000 cittadini sfila contro la manifestazione delle Big Tech, un gruppo riesce a entrare alle OGR di Torino, dove si svolge il convegno, e danneggia arredi, monitor, vetrate e quattro autovetture di Stellantis, aggredendo il personale di sicurezza. Due operatori riportano lesioni con prognosi di 10 giorni a causa del lancio di un’anguria.

Il 3 ottobre, la mobilitazione contro l’Italian Tech Week continua. Circa 1.300 attivisti effettuano un corteo lungo le vie perimetrali delle OGR. Durante la protesta si verificano scontri con le forze dell’ordine: i manifestanti si spostano fuori dall’azienda Leonardo, lanciando bottiglie e pietre contro la polizia. Sei agenti riportano ferite con prognosi fino a 30 giorni.

Il No Meloni Day e l’aggressione a La Stampa

Il quinto episodio contestato nelle misure disposte oggi contro i 18 antagonisti riguarda l’irruzione all’interno della Città Metropolitana di Torino del 14 novembre. È il “No Meloni Day” e piazze contro il Governo sono state convocate in tutta Italia. A Torino si verificano nuovi scontri tra manifestanti e operatori del reparto mobile, con lanci di oggetti — incluso un estintore — calci e percosse. In questa occasione, un manifestante viene arrestato in flagranza.

L’ultimo episodio riguarda l’aggressione alla sede de La Stampa del 28 novembre scorso. Nella giornata di sciopero generale, circa 80 manifestanti, vicini al centro sociale Askatasuna, invadono la redazione torinese, danneggiando porte e scrivanie. Non si registrano feriti, poiché la redazione era in sciopero.

LEGGI ANCHE
LASCIA UN COMMENTO

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.
I campi obbligatori sono contrassegnati con *

Sto inviando il commento...