L’ipotesi dell’apertura di un nuovo Centro per il Rimpatrio (Cpr) in Emilia-Romagna continua a scuotere il dibattito pubblico non solo regionale, ma anche nazionale. L’apertura del presidente della Regione, Michele De Pascale, ha infatti spiazzato non solo la maggioranza di centrosinistra che lo sostiene a livello locale, ma anche i vertici nazionali del Partito Democratico.
In un’intervista al Corriere di oggi, De Pascale ha ribadito la sua posizione ideologicamente contraria ai CPR, ma anche la necessità di affrontare in modo pragmatico il tema della sicurezza.
“Se l’alternativa oggi è che le persone socialmente pericolose rimangano per strada, per me è inaccettabile”, ha detto il governatore, spronando il Partito Democratico a farsi promotore di una soluzione alternativa ai CPR. “Si è sempre parlato di una revisione, ma una proposta chiara e netta oggi non c’è”.
Il dibattito è iniziato una settimana fa, quando il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha annunciato l’imminente apertura di un CPR a Bologna, incontrando la ferma opposizione del sindaco della città, Matteo Lepore.
Nel confronto si è quindi inserito il governatore De Pascale che, nel tentativo di mediare le posizioni, ha messo sul tavolo la propria disponibilità a collaborare per individuare una soluzione, anche “per rendere più efficaci le espulsioni di soggetti pericolosi” e per concordare con il Viminale “l’apertura di un CPR in Emilia-Romagna”.
La presa di posizione del governatore ha spiazzato i consiglieri di maggioranza e, durante una seduta del Consiglio regionale, De Pascale è stato contestato anche da un gruppo di attivisti. Il Consiglio comunale di Bologna, nel frattempo, ha approvato un ordine del giorno per ribadire la più ferma contrarietà all’apertura di un nuovo CPR in città. “Questa regione è un po’ più grande di Bologna”, ha successivamente replicato De Pascale al sindaco Lepore.
Nell'intervista al Corriere, De Pascale è tornato oggi sul caso politico. "Conosco bene la posizione del Pd", ha detto il governatore replicando all’osservazione di aver creato qualche tensione in casa dem.
"Il ruolo del Pd è quello di costruire una proposta politica nazionale alternativa a quella attuale, capace di coniugare tutela dei diritti umani e sicurezza", ha aggiunto, rivendicando la necessità di garantire la sicurezza dei cittadini. "Nei programmi elettorali del centrosinistra si è sempre parlato di una revisione, ma una proposta chiara e netta non c'è, né da parte della minoranza né della maggioranza", ha poi sottolineato De Pascale.
"Elly Schlein ha detto con chiarezza che su sicurezza questo Governo ha fallito e che il Pd metterà in campo una proposta che tenga insieme prevenzione e repressione", ha infatti ricordato il governatore, esortando il Partito Democratico a lavorare davvero in questa direzione. "Dobbiamo presentare 3 4 proposte concrete che diano il senso di uno scatto", ha poi aggiunto. "Confrontiamoci con i sindacati e con le Forze di polizia, può essere importante".
Il punto, come spiegato dal governatore in Consiglio regionale, è pragmatico: “È stato posto un tema: quello della capacità, o dell’incapacità, del nostro Paese di espellere soggetti irregolari che abbiano dimostrato pericolosità sociale. Su questo dobbiamo interrogarci”.
Sul tema dei CPR, la posizione del Partito Democratico a livello nazionale continua a essere di ferma contrarietà, come chiarito pochi giorni fa dal responsabile organizzazione del partito, l’onorevole Igor Taruffi.
“È giusto interrogarsi su quali siano gli strumenti più efficaci ed è altrettanto chiaro che i CPR hanno dimostrato tutti i loro limiti, come i nostri parlamentari hanno evidenziato attraverso numerose visite ispettive e report che segnalano violazioni di diritti fondamentali”, ha spiegato Taruffi, rilanciando il lavoro di ascolto che il Pd di Elly Schlein ha intrapreso per fornire risposte anche sul tema della sicurezza, su cui si registra, ha detto, “uno dei principali fallimenti di questo Governo”.
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