Le tensioni politiche negli Stati Uniti tornano a intrecciarsi con la cultura popolare. L’annuncio della nuova tournée nordamericana di Bruce Springsteen, il Land of Hope and Dreams Tour, non sarà soltanto un evento musicale ma anche una serie di appuntamenti dal forte valore politico. Springsteen ha scelto il palco come spazio di critica pubblica, rilanciando il confronto con il presidente Donald Trump e con l’attuale clima politico.
Nel presentare le nuove date del tour, Springsteen ha affidato ai fan un messaggio dai toni espliciti. In una dichiarazione ufficiale ha promesso che lui e la E Street Band avrebbero "fatto tremare la vostra città per celebrare e difendere l'America – la democrazia americana, la libertà americana, la nostra Costituzione americana e il nostro sacro sogno americano – tutti sotto attacco da parte del nostro aspirante re e del suo governo canaglia a Washington DC".
Parole che rappresentano una critica diretta al presidente americano. Non è la prima volta che il musicista si espone in maniera così netta ma in questo caso l’annuncio del tour assume il tono di una vera e propria mobilitazione simbolica, trasformando l’evento musicale in un messaggio politico itinerante.
Curiosamente, a differenza di precedenti episodi in cui Trump aveva risposto personalmente al cantante, questa volta il presidente americano non è intervenuto direttamente.
A intervenire è stato invece il direttore delle comunicazioni della Casa Bianca, Steven Cheung, che in una dichiarazione rilasciata a Politico ha utilizzato toni duri nei confronti dell’artista.
Springsteen è da tempo uno dei critici più accesi di Trump. Durante la carriera politica del tycoon si è espresso più volte contro le politiche migratorie dell’amministrazione.
Il nuovo tour di Bruce Springsteen si inserisce in un contesto politico statunitense fortemente polarizzato.
Tra le sue iniziative più recenti figura la pubblicazione della canzone di protesta “Streets of Minneapolis”, brano che denunciava l'uccisione dei cittadini statunitensi Rene Good e Alex Pretti, entrambi 37enni, uccisi a colpi d'arma da fuoco a Minneapolis.
La scelta di Minneapolis come città di partenza del nuovo tour, prevista per il 31 marzo, appare dunque carica di significato simbolico.
La conclusione della tournée, fissata per il 27 maggio al Nationals Park di Washington, rafforza ulteriormente la dimensione politica dell’iniziativa, riportando idealmente il confronto nel cuore istituzionale del paese.
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