La politica commerciale degli Stati Uniti resta al centro del dibattito dopo l’ultima decisione del presidente Donald Trump di aumentare i dazi globali fino al 15 per cento. La mossa arriva all’indomani della sentenza della Corte Suprema.
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato che imporrà dazi globali del 15 per cento.
La decisione arriva dopo la sentenza della Corte Suprema del 20 febbraio 2026, che ha bocciato le tariffe commerciali imposte da Trump attraverso l’utilizzo dell'International Emergency Economic Powers Act (IEEPA), che conferisce al presidente americano il potere di "regolamentare" il commercio in risposta a un'emergenza.
La decisione della massima corte statunitense è stata approvata con il voto favorevole di 6 giudici e 3 contrari e ha stabilito che il presidente americano ha oltrepassato i propri poteri.
In seguito, Donald Trump ha annunciato nuove imposte commerciali del 10 per cento su tutti i paesi. I nuovi dazi dovrebbero entrare in vigore il 24 febbraio.
Il leader repubblicano è determinato a portare avanti la propria agenda e i dazi rappresentano un importante pilastro della sua politica economica e di politica estera.
Secondo la legge sul commercio su cui si basa la nuova decisione, ai sensi della Sezione 122 del Trade Act del 1974, sono previste tariffe fino al 15 per cento che possono restare in vigore fino a 150 giorni senza che venga richiesta l'approvazione del Congresso.
Il 21 febbraio Trump ha annunciato infatti che l'aliquota sarebbe aumentata fino al massimo consentito dalla norma.
"Sulla base di un'analisi approfondita, dettagliata e completa della ridicola, mal scritta e straordinariamente antiamericana decisione sui dazi emessa ieri, dopo MOLTI mesi di riflessione, dalla Corte Suprema degli Stati Uniti, vi prego di lasciare che questa dichiarazione serva a rappresentare che io, in qualità di Presidente degli Stati Uniti d'America, aumenterò, con effetto immediato, la tariffa mondiale del 10% sui Paesi, molti dei quali hanno "derubato" gli Stati Uniti per decenni, senza alcuna ritorsione (finché non sono arrivato io!), al livello pienamente consentito e legalmente testato del 15%", ha dichiarato Trump in un post su Truth Social.

Il nuovo annuncio di Trump ha sollevato interrogativi su come verrà implementato per paesi come l'Australia e il Regno Unito, che avevano precedentemente concordato un accordo sui dazi del 10 per cento.
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