Il pubblico di Rai 1, si sa, va pazzo per le fiction investigative. Tanto meglio se insieme alla tensione, agli intrecci e ai piani per risolvere il caso, ci si accompagna una ventata di risate con qualcuno di familiare, un volto diventato negli anni iconico nella commedia italiana.
Da questa sera, giovedì 9 aprile 2026, andrà in onda la serie “Uno sbirro in Appennino”. Rai 1, prima serata e tante avventure con Claudio Bisio, Chiara Celotto, Michele Savoia, Elisa Di Eusanio e Valentina Lodovini.
Una produzione Picomedia che collabora con Rai Fiction e con Renato De Maria alla regia, questa, per ben quattro appuntamenti televisivi di cui oggi possiamo scorgere il decorso, tra trama principale e le anticipazioni dei primi due episodi che andranno in onda proprio oggi.
Ma di che parla “Uno sbirro in Appennino”? La trama ruota attorno a Vasco Benassi (Claudio Bisio, appunto), commissario di successo che, dopo un errore pesante, viene “retrocesso” dall’amata Bologna al paesino di montagna in cui è cresciuto, l’immaginario Muntagò, nel cuore dell’Appennino emiliano.
Qui deve rimettersi a fare il suo mestiere tra vecchi fantasmi e nuovi casi di cronaca nera: indagini su morti sospette e traffici nascosti si intrecciano con il classico tema da poliziesco, quello del ritorno alle radici, con tanto di presenze familiari, come quella della cugina Gaetana che lo accoglie suo malgrado in famiglia e del marito Bruno, ex rivale in amore, oltre al giovane agente Fosco che lo segue perché ne ammira la spina dorsale.
Nel mezzo, riaffiora pure Nicole, l’immancabile grande amore di un tempo, oggi proprio sindaca di Bologna, e nasce il legame speciale con Amaranta, poliziotta di vent’anni più giovane che Benassi prende sotto la sua ala, in un rapporto a metà tra maestro, padre mancato e specchio del sé che era.
Ecco il trailer della fiction:
Nel primo episodio, “Delitto o pregiudizio?”, conosciamo Vasco Benassi mentre arriva a Muntagò con l’aria di chi è stato messo in un angolo: il questore l’ha mandato in Appennino dopo uno scivolone sul lavoro che lui non ha mai davvero digerito. Tornare su quelle montagne significa anche fare i conti con ciò che aveva lasciato in sospeso: la cugina Gaetana, oggi ispettrice del commissariato, che prova a stargli vicino senza soffocarlo, e il marito Bruno, con cui c’è ancora della tensione.
Al fianco di Benassi si piazza Fosco, un agente giovane che decide di seguirlo perché vede in lui uno da cui vale la pena imparare. Poi si passa al caso vero e proprio: nel borgo di Ca’ Pasello viene trovato morto in casa un anziano del posto, Renato Pinardi, e la faccenda viene liquidata in fretta come una possibile morte naturale. Si sposta poi l’attenzione sulla badante, Karina, una bielorussa di cui in paese si sa poco e niente, ma Vasco sente che la storia non torna, che c’è qualcosa di più tortuoso e meno ovvio.
Intanto, anche il privato di Benassi si complica: si riavvicina a Nicole Poli, oggi sindaca di Bologna, agitata per il figlio Magico, un ragazzo che negli ultimi tempi le sfugge di mano e che sembra nascondere un segreto.
Nel secondo episodio, “I segreti del pozzo”, le cose si fanno più tese. Amaranta, poliziotta arrivata da Napoli per dare man forte al commissariato, si muove subito: sceglie di puntare dritto su Magico, avvicinandolo con la scusa di un interesse personale per capire davvero in che giri si stia cacciando.
Nei boschi dell’Appennino spunta una piantagione di marijuana, nascosta lontano da occhi indiscreti, che conferma i sospetti della giovane agente. Quando per Magico scattano le manette, le ripercussioni pesano.
Nicole, ferita e furiosa, se la prende con Benassi, lo accusa di aver pilotato Amaranta e di aver usato il suo talento per colpire il figlio, e il rapporto tra i due si deteriora.
Intanto, anche sulla morte di Renato escono indizi che fanno pensare a qualcosa di molto più complicato di come sembrava.
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