15 Apr, 2026 - 15:07

“Illusione”, quando esce e di cosa parla il film con Jasmine Trinca e Michele Riondino

“Illusione”, quando esce e di cosa parla il film con Jasmine Trinca e Michele Riondino

Nelle sale italiane il 7 maggio 2026 esce “Illusione”, il nuovo film diretto da Francesca Archibugi con Jasmine Trinca e Michele Riondino, distribuito da 01 Distribution.

La pelliocola è un mix di intricate indagini giudiziarie e dramma psicologico e racconta una storia intensa, carica di mistero, che senza dubbio conquisterà il pubblico. 

In questo articolo scopriamo insieme tutti i dettagli e le anticipazioni sulla trama e il cast. Intanto, per i più curiosi, ecco il trailer del film:

 

Quando esce il film “Illusione” e dove vederlo

“Illusione” esce al cinema il 7 maggio 2026, distribuito nelle sale italiane da 01 Distribution. Per la nuova pellicola di Francesca Archibugi al momento è previsto solo il lancio in esclusiva cinematografica, almeno nella prima fase. 

Per ora non ci sono notizie ufficiali in merito all’arrivo sulle piattaforme di streaming come RaiPlay o Prime Video, ma la possibilità non è esclusa.

La durata del film è di 107 minuti, un tempo narrativo che permette alla regista di sviluppare con attenzione sia l’indagine principale sia il percorso interiore dei personaggi. 

Il progetto è nato dalla collaborazione tra Fandango e Rai Cinema.

Trama e cast: le anticipazioni

“Illusione” si apre con un’immagine davvero potente e disturbante: nella periferia di Perugia viene ritrovata una ragazzina, apparentemente morta. Il suo corpo giace in fondo a un fosso: la giovane indossa abiti firmati, ma qualcosa non torna. 

Poco prima che quello che sembrava un cadavere venga portato via, un respiro rivela che la ragazzina misteriosa è ancora viva.

La giovane si chiama Rosa Lazar, viene dalla Moldavia e ha 15  anni. Per scoprire ulteriori notizie su di lei viene avviata un’indagine che si rivelerà piuttosto complessa.  A occuparsi del caso sono la sostituta procuratrice Cristina Camponeschi e lo psicologo Stefano Mangiaboschi.

La vicenda di Rosa Lazar si rivela fin da subito intricata e piuttosto insolita. Rosa non sembra essere consapevole delle violenze di cui è stata vittima, anzi, tende a coprire la verità dietro una maschera di apparente tranquillità.

Il suo comportamento oscilla tra innocenza e rifiuto del dolore e fa sorgere diverse domande sulla sua identità e sul luogo da cui proviene.

Le indagine si ingigantiscono al punto di arrivare sulla scena internazionale, mentre lo psicologo cerca di decifrare il mistero della ragazza. È proprio questa doppia linea narrativa – investigativa e psicologica – a tenere alta la tensione nel film.

Nel cast stellare troviamo Jasmine Trinca nei panni della magistrata Cristina Camponeschi, mentre Michele Riondino interpreta lo psicologo Stefano Mangiaboschi.

Accanto a loro troviamo Angelina Andrei, Vittoria Puccini, Francesca Reggiani, Aurora Quattrocchi e Filippo Timi. 

Il film è un racconto corale, dove ogni personaggio rappresenta un tassello fondamentale all’interno di un puzzle emotivo molto complesso.

“Illusione” è una storia vera?

Per chi si stesse chiedendo se “Illusione” è una storia vera, la risposta è no, almeno in parte. La trama del film non racconta fatti storicamente accaduti ma nasce da spunti reali. 

La regista, nel presentare la pellicola, ha raccontato di aver letto anni fa un trafiletto su un giornale locale, in cui si parlava del ritrovamento di una giovanissima prostituta dell’Est Europa, creduta morta, per poi scoprire che era viva. Questo episodio, ha lasciato in lei un segno profondo ed è stato d’ispirazione per il suo film.

La vicenda di Rosa Lazar è frutto dell’immaginazione e non la ricostruzione fedele di un caso specifico. L’obiettivo non è quello di raccontare nei minimi dettagli un preciso fatto di cronaca, ma di esplorare la condizione umana di una ragazza sopravvissuta a eventi traumatici. Tra rimozione del passato e istinto di sopravvivenza, la pellicola si colloca in una sorta di limbo sospeso tra realtà e finzione. È realistico nei contesti e nelle dinamiche – come il tema dello sfruttamento della prostituzione e delle reti criminali internazionali – ma profondamente narrativo nella costruzione dei personaggi.

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