Spider-Man: Homecoming è uscito nel 2017 e ha segnato così il debutto in solitaria di Tom Holland come Uomo Ragno all’interno del Marvel Cinematic Universe.
Alla regia c’è Jon Watts, mentre alla produzione troviamo Marvel Studios e Sony, in un accordo che porta finalmente Spider-Man dentro lo stesso mondo degli Avengers.
Nel cast, oltre a Holland nei panni di Peter Parker, ci sono Michael Keaton come Adrian Toomes/Vulture, Robert Downey Jr. come Tony Stark, Marisa Tomei nei panni di zia May, Zendaya (Michelle “MJ”) e Jacob Batalon, il Ned migliore amico nerd.
La storia riparte dopo gli eventi di Captain America: Civil War: Peter è tornato a casa nel Queens, ha un costume nuovo firmato Stark e un grande problema, l’attesa.
Aspetta una chiamata di Tony per una nuova missione, ma nel frattempo deve fare quello che fanno tutti i quindicenni: andare a scuola, preparare il decathlon, cercare di parlare con la ragazza che gli piace.
Di notte (o di pomeriggio, quando può) pattuglia gli isolati come “l’amichevole Spider-Man di quartiere”. Ferma così piccoli crimini e si lascia sfuggire i video delle sue imprese.
Tutto cambia quando si imbatte in un gruppo che traffica armi costruite con tecnologia aliena recuperata dopo le battaglie degli Avengers.
Dietro c’è Adrian Toomes, ex imprenditore delle demolizioni che, tagliato fuori dai lavori di bonifica, si è reinventato criminale hi-tech indossando un’armatura alata da Avvoltoio.
Peter decide di occuparsi del caso da solo, ignora gli avvertimenti di Stark e dei Damage Control, e finisce per mettere a rischio la sua vita, quella dei suoi compagni di scuola e persino la fiducia che il suo mentore aveva riposto in lui.
Ecco il trailer del film:
Da qui in poi, spoiler.
Il confronto finale arriva quando Toomes organizza il colpo grosso: rubare un intero carico di tecnologia Stark da un aereo in volo.
Peter, privato del costume super‑tecnologico dopo l’ennesima imprudenza, affronta il Vulture con il suo vecchio costume “fatto in casa”.
Lo scontro fa precipitare il cargo sulla spiaggia vicino a Coney Island: Peter riesce a salvarsi e, soprattutto, a salvare la vita di Toomes, trascinandolo via prima che l’equipaggiamento esploda.
Più tardi, Tony Stark lo ringrazia e, in una sorta di “promozione”, gli offre un posto ufficiale negli Avengers e un nuovo costume ancora più avanzato.
Peter, sorprendentemente, rifiuta: decide di restare per ora un eroe di quartiere, di continuare la scuola e crescere con i suoi tempi.
Tornato nell’appartamento del Queens, trova il costume che Stark gli ha restituito e lo indossa… proprio in quel momento, zia May entra in camera e lo vede in pieno costume da Spider-Man.
Nella scena a metà dei titoli di coda, vediamo Toomes in prigione: quando un altro detenuto gli chiede se conosce la vera identità di Spider-Man, lui sceglie di non tradirlo, segno che quel gesto di salvataggio sulla spiaggia è servito a qualcosa.
Spider-Man: Homecoming è ambientato soprattutto a New York, ma gran parte delle riprese è stata fatta in Georgia, tra Atlanta e i Pinewood Studios, come avviene per molti film Marvel.
Gli interni della Midtown School of Science and Technology, i corridoi, le aule e diversi esterni della scuola sono stati girati in vere high school dell’area di Atlanta, “spacciate” per istituti del Queens.
Anche molte scene d’azione urbane sono state ricreate tra set costruiti in studio e strade della Georgia adattate per sembrare quartieri newyorkesi.
Per le scene più iconiche, però, la produzione è passata davvero per New York:
le inquadrature sul Queens, il ponte, alcune vedute di Manhattan e l’area di Coney Island usata per il climax finale danno al film quell’aria da “vicinato reale” che serve a Peter Parker.
Ci sono quindi infrastrutture produttive del Sud degli Stati Uniti e location reali a New York, fuse per costruire il mondo dell’amichevole Spider-Man di quartiere.
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